Ho la faccia di un demone, disse Ilian improvvisamente.
Non lo so, rispose Alis fasciandosi la ferita. Non ti ho mai visto.
La driade si, lei mi ha visto. Sono riuscito a guardare nella sua mente mentre combattevi: ho i capelli bianchi e la pelle nera. Perché ho questo aspetto?
Non ho idea di come debba apparire un'anima.
Sono un demone che ti possiede, Chio?
Alis rifletté sulla domanda per qualche istante. Non so cosa siamo, fratello, ma siamo qui per scoprirlo. Forse sono io quello che ti possiede.
Saresti più felice se io non ci fossi?
Il ragazzo rise. A volte penso di si. Ma non spesso. Siamo fratelli, Ilian, solo che conviviamo in un unico corpo. La verità è che ti sono affezionato, e so che c'è del buono in te.
Puah! Non fare il sentimentale, Chio! Tu vedi quello che vuoi vedere, per quanto mi riguarda vorrei sbarazzarmi di te.
Alis sorrise e scosse la testa. Stai mentendo, e non sei mai stato bravo a farlo. Ilian non disse nulla, e il ragazzo si stese sul giaciglio della stanza.
Non dormire. Ho bisogno di parlare ancora un po'. Ilian si sedette e ravvivò il fuoco con due pezzi di legno.
"Chio? Chio!". Imprecò a bassa voce e cercò di richiamare Alis, ma non ci riuscì. In quel momento il corpo del fratello era spossato e ferito, e ad Ilian non piaceva sentirsi in quello stato.
Poi, però, un fulmine gli attraversò la mente.
Bisognava sempre apprezzare i lati positivi di ogni situazione: in quel momento Alis dormiva, e lui era completamente libero. Il demone rise orribilmente al pensiero, quindi si alzò e si diresse verso la taverna.
Entrando, notò che vi erano soltanto il religioso, il piccolo bretoniano e il grosso Ogre. Con un ghigno malevolo gioì dell'assenza del tileano e dei suoi suoni disgustosi.
Poi si diresse verso il bancone dell'oste, e una volta raggiuntolo gridò ad alta voce, gli occhi scintillanti:
"Ehi, nano! Il whisky dell'altra sera era ottimo, sai? E noi due abbiamo un discorsetto in sospeso, se non ricordo male!".
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Dark Eldar - In cerca della Simmetria Oscura
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