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 Racconto: La candela dell'amicizia

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AutoreMessaggio
Emperor's Chosen
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Età : 26
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MessaggioOggetto: Racconto: La candela dell'amicizia   Mer Lug 28, 2010 11:58 pm

Ecco uno dei miei numerosi racconti, con orrori grammaticali e quel che volete... ma vorrei condividerli con voi, chissa' che vi possano piacere o ispirare :)

ogni commento e correzione di stile e' ben gradito, specialmente da discepolo o cappellaio ;)

" C'era una volta, nelle lontane terre d'arabia un giovane principe. Egli
era il figlio del sultano, che assieme alla moglie e la servitu',
vivevano all'interno di un magnifico palazzo, dalle cupole d'orate.

Un
giorno, durante una ronda di ricognizione nel deserto, le guardie
tornarono piu' numerose di prima, perche' assieme a loro c'era anche un
ragazzino. Era vestito solamente di stracci, i suoi unici averi erano il
suo berretto ed una pergamena consumata che riportava:

" A chiunque accogliera' mio figlio, Zayl io donero' questa candela, sacro simbolo dell'amicizia tra i nostri popoli."

Il
messaggio non parve chiaro, dato che il ragazzino non aveva con se
alcuna candela, e di quali popoli si parlava se era stato trovato nel
deserto abbandonato alla sorte?

I giorni passarono, vestito di
nobili abiti ed accudito a dovere, Zayl inizo' ad aggirarsi per le mura
del palazzo, e fece la conoscenza del giovane principe.

Diventarono
subito ottimi amici, rara e' l'intesa che si sviluppo' in quei giorni,
lo sperduto ed il principe, sembravano essere cresciuti assieme, non
smettevano mai di conversare e di ridere, tant'e' che il sultano stesso
si lamentava, dato che il figlio preferiva al compagnia del trovatello,
allo studio regale. Una sera,Zayl si avvicino' al suo nuovo amico, con
il berretto tra le mani, pur sembrando vuoto, da esso estrasse una
strana candela trasparente,dalla forma cilindrica. Chiese dunque di
accettarla in dono, e nonappena il principe l'accolse, la candela
s'accese di un intesa fiamma carmine e l'intero cilindro inizio' a
risplendere.

Passarono settimane, mesi, anni... la candela non si
era mai consumata, la fiamma era perpetuamente accesa, ed i due erano
molto felici assieme.

Un giorno putroppo, si venne a sapere che
il regno era sotto attacco, un regnante venuto da nord bramava le
fertili terre del sultano, che erano percose da ampi fiumi.

Fu
per una sciocchezza che i due amici iniziarono a litigare.. si decidette
chi dovesse impugnare le armi per difendere la terra natia, e nessuno
voleva che l'altro andasse, per orgoglio e sentimento di protezione.

Nessuno noto' che la candela inizio' a gocciolare, assottigliandosi..

Tutto
si trasformo' nel chaos, si discuteva solo della guerra, non sapendo
cosa decidere e le opinioni erano discordanti... le bestie chiamata
discordia e noia s'insinuarono nei cuori dei due.

Fu proprio
all'alba del primo attacco da parte della nazione ostile, che la candela
si spense, oramai divorata dalla fiamma. Zayl scomparso non si trovava,
ed il Principe disperato decise di partire immediatamente alla ricerca
di una nuova candela... dopotutto la loro amicizia non poteva finire per
motivi cosi' futili.

Cavalco' per settimane intere il suo veloce
stallone, passo' attraverso monti, villaggi, e strani incontri,finche'
oramai spossato decise di fermarsi in un oasi.

Appoggiatosi alla
prima palma trovata, noto' che specchio d'acqua dell'oasi era grande, e
stranamente molto profondo. Apparve all'improvviso un Marid, creatura
nota ai molti come " Djinn d'acqua", che con voce adirata, chiese al
mortale come fosse arrivato in quel luogo mistico:
" Ragazzo, io so
chi sei, Principe del tuo regno ti sei incamminato in un lungo viaggio
per cosa?"-" Grande Genio perdonami, sono stanco e affannato, cerco solo
di ritrovale la candela dell'amicizia perduta.. ti prego aiutami, e' di
vitale importanza!".

Disse allora il Marid: " Vedi questo
specchio d'acqua? La discesa e' lunga, piu' di quanto tu possa
immaginare, ma se riuscirai a toccare il fondo, troverai cio' che cerchi
con tanto ardore".

Il Principe si riposo' fino al mattino
seguente, ed una volta liberatosi degli abiti, si immerse nelle calde
acque. Nuoto' a lungo, non seppe esattamente quanto tempo doveva essere
passato, ma nemmeno piu' la luce arrivava a quelle profondita'. I
polmoni iniziarono a bruciargli intensamente, ma finalmente toccando il
suolo sabbioso, riusci anche a sfiorare la candela, e velocemente la
prese. La risalita sembrava impossibile, sapeva perfettamente che
rischiava di morire annegato, o peggio, tra le braccia del Djinn, ma non
importava.

L'aria ed il coraggio pero' non gli bastarono, mancavano pochi metri alla superficie, quando perse i sensi per la fatica.

Al
suo risveglio, non capi' piu' nulla... si trovava tra le coperte del
suo letto, e sul balcone della stanza, che si affacciava sul regno,
trovo' il Marid, che con un grande schiocco di dita, fece sparire intere
legioni dell'armata avversaria, dissipandola.

La minaccia per il regno del sultano, non esisteva piu'.. ed il Marid
voltandosi, mostro' il suo vero volto, che il Principe riconobbe subito,
quello di Zayl.

" Amico, non pensavo che tenessi cosi' tanto
alla nostra amicizia, cosi' tanto da incamminarti per un lungo viaggio,
mentre il tuo regno era sotto assedio.. rischiando adirituttura la vita
per me..

Pero' ti ringrazio, avrai la mia gratitudine eterna, e sara' pace nel tuo regno, fiche' la nostra candela rimarra' accesa."
--

Questo
periodo ho pensato molto all'amicizia, qualcosa che nasce, cresce e poi
muore.. a volte si evolve in qualcosa di superiore..

molto spesso e' solo necessario incamminarsi, per un lungo viaggio.. e riscoprire cio' che si era perso.


Se
non conoscete cosi' bene la mitologia araba, da sapere cosa sono i
Marid, immaginatevelo come un grande genio fatto d'acqua in costante
movimento, dalle sembianze umane ed i tratti gentili ma antichi.


Rivenditore di Wargames, giochi da tavolo, TCG e dispensatore di nerditudine a comando!
Venite a trovarmi ;)

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