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 La storia della canapa

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AutoreMessaggio
Urizhel's Zorn
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MessaggioTitolo: La storia della canapa   Mer Nov 03, 2010 8:57 am


La Storia Della Canapa
Capitolo 1




Salve ragazzi! Questo vuole essere un topic di pura e semplice informazione. Non prenderò parte e non gradisco si prenda parte a discussioni in merito (se non di puro cenno storico). Ciò non significa che non gradisca eventuali commenti a riguardo, perciò ditemi pure cosa ne pensate.



Spiegazioni o documentazioni indicate con un asterisco (*) sono riportate alla fine dei relativi paragrafi.
Per brevità altre fonti di fatti, aneddoti, racconti, studi, etc. sono citati nel testo stesso.
Le note numerate compaiono a pié di pagina al termine di ogni capitolo. Le riproduzioni di fonti critiche selezionate sono incorporate nel testo o in appendice.

I fatti qui citati sono generalmente verificabili sulla Encyclopaedia Britannica, che fu stampata in gran parte su carta di canapa per oltre 150 anni.
In ogni caso, qualunque enciclopedia (non importa quanto sia vecchia) o un buon dizionario possono bastare per una verifica generale.


Appunti di Storia Americana


Nel 1619, la prima legge sulla marijuana a essere promulgata in America fu quella di Jamestown Colony, in Virginia, che “ordinava” a tutti i coltivatori di “far prova dei“ (crescere) semi di canapa indiana. Leggi più coercitive (must-grow) sulla coltivazione della canapa furono promulgate in Massachusetts nel 1631, in Connecticut nel 1632 e nelle Chesapeake Colonies a metà del '700.

Anche in Inghilterra, l'assai ambìto orgoglio della piena cittadinanza Britannica veniva conferito da un decreto della Corona a quegli stranieri che avessero coltivato cannabis, e spesso si elevavano sanzioni penali a chi rifiutava di farlo.

La cannabis era valuta (denaro) quasi ovunque nelle Americhe dal 1631 fino ai primi dell'800. Perché? Per incoraggiare i fattori americani a crescerne di più.1

Si son potute pagare le tasse con la canapa in tutta l'America per oltre 200 anni.2

Si poteva anche finire in galera -in America- se non si fosse coltivata la cannabis, durante svariati periodi di penuria, ad es. in Virginia tra il 1763 e il 1767.

(Herndon, G.M., Hemp in Colonial Virginia, 1963; The Chesapeake Colonies, 1954; L.A. Times, August 12, 1981)

George Washington e Thomas Jefferson coltivavano cannabis nelle loro piantagioni. Jefferson,3 mentre era inviato speciale in Francia, incorse in grandi spese, e anche considerevoli rischi per sé stesso e i suoi agenti segreti, al fine di procurare dei semi di canapa particolarmente pregiati, contrabbandati in Turchia dalla Cina. I Mandarini (governanti) Cinesi reputavano così importanti i loro semi di canapa che dichiararono la loro esportazione un'offesa capitale.

Il carattere Cinese “Ma” è il più antico nome della canapa. Nel decimo secolo Ma era divenuto un termine generico per le fibre di ogni tipo, inclusa la juta e la ramia. Da allora la parola per canapa divenne “Tai-ma” o “Dai-ma”, che significa "grande canapa".

Dal censimento degli USA del 1850 risultano 8.327 "piantagioni"* (poderi di almeno 2.000 acri) coltivati a cannabis per tessuti, tende e per il cordame usato per imballare il cotone. La maggior parte di queste piantagioni si trovavano nel Sud o nei Border States, soprattutto a cagione della manodopera molto economica degli schiavi, disponibile fino al 1865 nell' industria della canapa.

(U.S. Census, 1850; Allen, James Lane, The Reign of Law, A Tale of the Kentucky Hemp Fields, MacMillan Co., NY, 1900; Roger. Roffman, Ph.D., Marijuana as Medicine, Mendrone Books, WA, 1982.)

*In questo quadro non si considerano le decine di migliaia di piccoli appezzamenti coltivati a canapa, né le centinaia di migliaia se non i milioni di orticelli di famiglia in America; non si considera nemmeno il fatto che per duecento anni l'80% della canapa consumata in America è stato importata da Russia, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, etc..

Benjamin Franklin fondò una delle prime cartiere in America che utilizzasse cannabis. Questo permise all'America di avere una stampa coloniale libera, senza dover elemosinare o giustificare il bisogno di carta e libri agli inglesi.

Inoltre, diversi estratti di marijuana e hashish furono le prime, seconde o terze medicine più prescritte negli USA dal 1842 fino alla fine dell' 800.
Il loro uso terapeutico restò legale durante gli anni '30 per gli umani, e in questo periodo fu ancora più importante nella medicina veterinaria.

I farmaci estratti dalla cannabis erano prodotti dalla Eli Lilly, dalla Parke-Davis, dalla Tildens, dai Brothers Smith (Smith Brothers), dalla Squibb, e da molte altre case farmaceutiche Americane ed Europee. Durante tutto questo periodo non fu mai denunciata una morte causata dai farmaci agli estratti di cannabis, e non fu denunciato nessun abuso, o disordini mentali di sorta, se non per i neofiti disorientati o eccessivamente introvertiti.

(Mikuriya, Tod, M.D., Marijuana Medical Papers, Medi-Comp Press, CA, 1973; Cohen, Sidney & Stillman, Richard, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, NY, 1976.)


Appunti di Storia Mondiale


“Il più antico tessuto pettinato si direbbe quello di canapa, che si iniziò a produrre nell'ottavo millennio (8.000-7.000 a.C.).”
(The Columbia History of the World, 1981, pag. 54.)

Il corpus letterario (archeologia, antropologia, filologia, economia, storia) che riguarda la canapa è generalmente concorde sul fatto che:

Da più di 1000 anni prima del tempo di Cristo fino al 1883 A.D., la cannabis -ovvero, la marijuana- era il raccolto agricolo maggiore e la più grande industria, da cui dipendevano migliaia di prodotti e di imprese, essendo questa la maggiore fonte di tessuti, fibre, olio da lampada, carta, incenso e medicinali. Nondimeno, fondamenti della nutrizione umana e animale erano il suo olio e le sue proteine.

Praticamente tutti gli antropologi e le università del mondo riconoscono l'uso della marijuana nella gran parte delle nostre religioni e dei culti, come una delle sette droghe più largamente usate per modificare l'umore o la mente quando assunta come sacramento psicotropico, o psichedelico (il manifestarsi -o espandersi- della mente)

Quasi senza eccezione, queste esperienze (psicotropiche) sacre hanno ispirato le nostre superstizioni, amuleti, talismani, religioni, preghiere, e codici linguistici. (V. Capitolo 10 su “Religioni e Magia.”)

(Wasson, R. Gordon, Soma, Divine Mushroom of Immortality; Allegro, J.M., Sacred Mushroom & the Cross, Doubleday, NY, 1969; Plinio; Josephus; Erodoto ; Rotoli del Mar Morto; I Vangeli Gnostici; La Bibbia ; Ginsberg, Legends Kaballah, c. 1860; Paracelso; British Museum; Budge; Ency. Britannica, “Pharmacological Cults;” Schultes & Wasson, Plants of the Gods; Research of: R.E. Schultes, Harvard Botanical Dept.; Wm. EmBoden, Cal State U., Northridge; etC.)


Grandi guerre combattute per assicurarsi la disponibilità di canapa


Per esempio, il motivo principale della Guerra del 1812 (combattuta dall' America contro la Gran Bretagna) fu l'accesso alla cannabis russa. La canapa Russa fu anche il motivo principale per il quale Napoleone (nostro alleato nel 1812) e i suoi “Continental Systems” alleati invasero la Russia nel 1812. (Vedi Cp. 11, “La Guerra (per la Canapa) del 1812 e Napoleone Invasore della Russia ”)

Nel 1942, dopo che l'invasione Giapponese delle Filippine tagliò i rifornimenti di canapa di Manila (Abaca), il Governo USA distribuì 400.000 libbre di semi di canapa ai coltivatori Americani dal Wisconsin al Kentucky, che produssero 42.000 tonnellate annue di fibra di canapa fino al termine del conflitto, nel 1946.


Perché la Canapa è stata così Importante nella Storia?
Perché la canapa è, soprattutto, la più forte, la più duratura, la più resistente delle fibre morbide naturali del pianeta. Le sue foglie e le infiorescenze (marijuana) sono state, a seconda della cultura, la prima, la seconda o la terza medicina più importante e più usata per i due terzi della popolazione mondiale, per almeno 3.000 anni, fino alla svolta del 20mo secolo.

In botanica, la canapa è un membro della più evoluta famiglia di vegetali sulla Terra. E' una dioica (avente caratteri maschili, femminili e talvolta ermafroditi, maschili e femminili nella stessa pianta), legnosa, erbacea annuale che utilizza il sole in modo forse più efficiente di ogni altra pianta al mondo, crescendo fino ai 3.50-6 metri in una solo stagione. Può essere coltivata più o meno in ogni clima e su ogni terreno, anche in quelli con il più scarso margine.

La canapa è, di gran lunga, la risorsa rinnovabile primaria della Terra. Per questo è tanto importante.

Note (originali) :

1. Clark, V.S., History of Manufacture in the United States, McGraw Hill, NY 1929, Pg. 34.

2. Ibid.

3. Diaries of George Washington; Writings of George Washington, Lettera al Dr. James Anderson, del 26 Maggio 1794, vol. 33, p. 433, (U.S. govt. pub., 1931); Lettera al suo sorvegliante William Pearce, 1795 & 1796; Thomas Jefferson, Jefferson’s Farm Books; Ernest Abel, Marijuana: The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980; Dr. Michael Aldrich, etc.


Ci vediamo al prossimo capitolo! :123:
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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Mer Nov 03, 2010 10:24 am

molto interessante e spiritosa come tematica, senza contare lo stupore che tale cultura puo' portare nelle combricole d'amici dove la canapa si sa solo che effetti produce XD

grazie della spiegazione :D


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Mer Nov 03, 2010 12:45 pm

Molti dei fatti storici narrati sopra non me li sarei mai neppure immaginati, ammetto di essere parecchio ignorante.
Quello che invece so è che " il magnate dell'automobile ed ideatore della catena di montaggio Henry Ford costruì un prototipo di automobile(la cosiddetta FORD T "Hemp car" ) in cui sia la carrozzeria che gli interni e persino i vetri dei finestrini erano fatti di canapa. Quest’auto pesava un terzo di meno della media delle auto allora diffuse" (fonte: wikipedia)

la canapa è una pianta semplicemente sensazionale. CI puoi fare di tutto: dal cordame, allegname, ai medicinali eccetera... Il suo grosso problema è stata la demonizzazione che è stata fatta nei suoi confronti ad inizio secolo scorso. intendiamoci: è uno stupefacente e in quanto tale va vietato, ma ha moltissimi usi che la gente ignora e che, in parte, rifiuta a prescindere proprio a causa della demonizzazione di questa pianta (che imho è anche parecchio bellina)


Non Nobis Domine, Non Nobis Sed Nomine Tuo Da Gloriam - Dictatus Templare

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Urizhel's Zorn
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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Mer Nov 03, 2010 11:39 pm

Vedrete, vi stupirà ogni capitolo :123:





La Storia Della Canapa
Capitolo 2



Sommario degli usi della canapa


Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e per l'edilizia fossero vietati per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;
Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta, in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...
E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto ciò in passato
La Cannabis… La Marijuana!





Navi e Marinai

Il novanta per cento* di tutte le vele navali (da prima dei Fenici, almeno dal V secolo a.C. fino a ben oltre l'invenzione delle navi a vapore, tra la metà e la fine del IXX secolo) erano fatte di canapa.

*Il rimanente 10% erano solitamente di altre fibre come ramia, sisal, juta, abaca, etc.

(Ernest Abel, Marijuana: The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Erodoto, Histories, V sec. a.C.; Jack Frazier, The Marijuana Farmers, 1972; U.S. Agricultural Index, 1916-1982; film dello U.S. Department of Agricolture Hemp for Victory, 1942.)

Il termine inglese “canvas”1 (tela) è la pronuncia olandese della parola greca “Kannabis.”*

*Kannabis, nel linguaggio Greco (Ellenizzato) del Bacino del Mediterraneo, deriva dal Persiano e da più antichi idiomi Semitici Settentrionali (Quanuba, Kanabosm, Cana?, Kanah?) dei quali gli studiosi moderni hanno rintracciata una base vecchia di 6.000 anni nella famiglia della lingua Indo-Semitica Europea dei Sumeri e degli Accadici. La antica parola Sumero/Babilonese K(a)N(a)B(a), o Q(a)N(a)B(a) è una delle radici linguistiche sopravvissute più a lungo nella storia dell'uomo. 1 (KN significa canna e B significa due, due canne o due sessi.)

Oltre alla veleria, fino a questo secolo, virtualmente tutto il sartiame, le funi d'ancoraggio, le reti da carico, le reti da pesca, le bandiere, le lenzuola e la stoppa (la protezione principale della nave contro l'acqua salata, usata come sigillante tra lo scafo esterno e quello interno) erano ricavati dagli steli delle piante di marijuana.

Persino l'abbigliamento dei marinai, fino alle cuciture delle scarpe (talvolta di "tela") con suole di corda, era ottenuto dalla cannabis.*

*Durante il XVI, XVII, XVIII e IXX secolo un cargo, un clipper, una baleniera, o una nave di linea trasportavano in media dalle 50 alle 100 tonnellate di cordame, senza contare le vele, le reti, etc., che dovevano essere sostituite ogni anno o due, a causa dell'erosione salina. (Chiedete alla U.S. Naval Academy, oppure V. la costruzione della USS Constitution, alias “Old Ironsides” a Boston.)

(Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Ency. Britannica; Alexander Magoun, The Frigate Constitution, 1928; film dello USDA Hemp for Victory, 1942.)

Infine, le carte nautiche, le mappe, i diari di bordo, e le Bibbie erano fabbricate con una carta che conteneva fibre di canapa, dai tempi di Colombo (XV Sec.) fino agli albori del 1900 nel Mondo Occidentale Europeo/Americano, e dai Cinesi fin dal I secolo. La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più a lungo della maggior parte dei papiri, ed era cento volte più facile e più economica da fare.

Incredibilmente, di una nave costavano più le vele, le corde etc. della costruzione delle parti in legno.

Ma l'uso della canapa non era limitato alle profondità salmastre degli Oceani …


Tessuti & Stoffe

Fino al decennio del 1880 in America (e fino al XX secolo in quasi tutto il resto del mondo) l'80% di tutti i tessuti e le stoffe usate per l'abbigliamento , i tendaggi, i lini*, la biancheria da letto e da bagno, i tappeti e le tendine, le trapunte, gli asciugamani, i pannolini, etc., e anche la nostra bandiera , la "Old Glory", erano composti principalmente della fibra di cannabis.

Per centinaia, se non migliaia di anni (fino al 1830) l'Irlanda produsse i migliori lini e l'Italia le migliori stoffe di canapa per l'abbigliamento.

*L'edizione 1893-1910 della Encyclopaedia Britannica riporta, e Popular Mechanics nel 1938 stima che almeno la metà di tutto il materiale che è stato chiamato lino (linen, N.d.t.) non fosse prodotto dall' omonima pianta, ma dalla cannabis. Erodoto (c. 450 a.C.) descrive gli abiti di canapa fabbricati dai Traci come di bellezza pari al lino, e che "nessuna persona che non avesse molta esperienza avrebbe saputo dire se fosse canapa o lino".

-- In inglese la parola "linen" -lino- indica anche l'oggetto composto di tale tessuto, e l'insieme o corredo di tali oggetti (tovaglie e tovaglioli, fazzoletti, federe, etc.) casalinghi; ad es., la biancheria da letto è detta anche "bedlinen" (lett., lini da letto) etc.-- (N.d.T.)

Benché questi fatti siano ormai quasi dimenticati, i nostri antenati erano ben consapevoli del fatto che la canapa è più soffice del cotone, più calda del cotone, più assorbente del cotone, che ha tre volte la resistenza alla tensione del cotone, ed è molto più duratura del cotone.

I tessuti fatti in casa erano quasi sempre filati dalle fibre cresciute nell'orto di famiglia.

Infatti, nel 1776, quando le patriottiche e pratiche madri madri delle “Daughters of the American Revolution” (Figlie della Rivoluzione Americana, N.d.t.) -- il DAR di Boston e del New England -- organizzarono “spinning bees” per vestire i soldati di Washington, la maggior parte dei capi era tessuta con fibra di canapa. Se non fosse stato per la pianta storicamente dimenticata (o censurata) della marijuana il Continental Army sarebbe congelato a morte a Valley Forge, in Pennsylvania.

L'uso comune della canapa nell'economia della nascente repubblica era abbastanza importante da occupare il tempo e i pensieri del nostro primo Segretario del Tesoro Alexander Hamilton, che scrisse nel 1790, “Lino e canapa: i manufatturieri di questi articoli hanno tali affinità l'uno con l'altro, e sono tanto spesso confusi, che potrebbero vantaggiosamente associarsi. La veleria dovrebbe essere un 10% dei loro compiti...

(Herndon, G.M., Hemp in Colonial Virginia, 1963; DAR histories; Able Ernest, Marijuana, the First 12,000 Years; V. anche il film del 1985 Revolution con Al Pacino.)

I carri coperti che raggiunsero il Far West (Kentucky, Indiana, Illinois, Oregon e California*) erano coperti con robuste tele incerate di canapa2 mentre le navi veleggiavano attorno al "Corno" verso San Francisco con vele e corde di canapa.

*I famosi pantaloni da lavoro Levi's erano prodotti per i '49ers* della California con vele di canapa e rivetti. In questo modo le tasche non si strappavano quando venivano riempite con l'oro setacciato dal sedimento.
3*) Fortyniners: i cercatori della Grande Corsa all'Oro della California del 1849, N.d.t.

I tessuti fabbricati in casa erano quasi sempre filati, dalla gente di tutto il mondo, delle fibre cresciute nell'"orto di famiglia". In America, questa tradizione perdurò dall'epoca dei Padri Pellegrini (1620) fino alla proibizione della canapa negli anni '30*.

*Nel decennio del 1930, il Federal Bureau of Narcotics riferì al Congresso che molti Polacchi Americani crescevano ancora la canapa nei loro giardini, per fare i loro “long johns” (completo da notte composto da maglia e mutandoni lunghi, N.t.d.) e gli abiti da lavoro; essi accolsero a fucilate gli agenti che stavano rubando i loro vestiti per l'anno seguente.

L'età e la densità degli appezzamenti di canapa influenza la qualità della fibra. Se un coltivatore desidera avere fibre morbide della qualità del lino, deve piantare le sue piante di cannabis l'una vicina all'altra.

A spanne, se si pianta per uso medico o ricreativo, la proporzione è un seme per cinque iarde quadrate (mt. 4.5 ca). Se coltivata come pianta da seme: da quattro a cinque piedi (mt. 1.20-1.50) di distanza una dall'altra.

(Univ. of Kentucky Agricultural. - opuscolo del marzo 1943.)

Dai 120 ai 180 semi per iarda quadrata sono piantati per ottenere cordame grezzo e tessuto grossolano. Per lini delicati o merletti si crescono fino a 400 piante per i.q. e si raccolgono dopo 80-100 giorni.

(Farm Crop Reports, rapporto internazionale USDA. Rivista CIBA 1961-62 Luigi Castellini, Milano.)

Negli ultimi anni dell'820, le sgranatrici manuali per il cotone Americane (inventate da Eli Whitney nel 1793) furono largamente rimpiazzate da macchine sgranatrici e telai "industriali" fabbricati in Europa, a causa della superiorità di equipaggiamenti, macchinari e tecnologie europee.

Oggi il cinquanta per cento di tutti i prodotti chimici utilizzati nell'agricoltura Americana è per la coltivazione del cotone. La canapa non richiede prodotti chimici e ha poche erbacce o insetti nemici - eccetto il Governo USA e la DEA.

Per la prima volta, del vestiario di cotone leggero poté essere prodotto a un costo minore rispetto a quello richiesto dalla macerazione e dalla separazione manuale delle fibre di canapa per essere filato a mano su arcolai e filatoi.4

Malgrado ciò , per via delle sue qualità di resistenza, morbidezza, calore e durabilità, la canapa continuò a essere la seconda fibra naturale più utilizzata fino agli anni '30.

*Nel caso ve lo chiediate, non ci sono THC o "sballo" nella fibra di canapa. Esatto: non potete fumarvi la vostra camicia! In effetti, cercare di fumare del tessuto di canapa, o qualunque altro tessuto, potrebbe essere mortale.

Dopo la legge sulla Marijuana Tax del 1937, le nuove "fibre plastiche" DuPont, usate su autorizzazione della Compagnia Tedesca I.G.Farben (parte dei proventi del brevetto furono usati come risarcimento per la Prima Guerra Mondiale dai Tedeschi per gli Americani) rimpiazzarono le fibre naturali di canapa. (Un 30% della I.G.Farben, sotto Hitler, fu di proprietà della DuPont America.) La DuPont introdusse anche il nylon (inventato nel 1935) sul mercato, dopo averlo brevettato nel 1938.

(Jerry Colby, DuPont Dynasties, Lyle Stewart, 1984.)


Carta di fibra e polpa


Fino al 1883, il 75-90% di tutta la carta del mondo era prodotta con fibra di cannabis, compresa quella per i libri, le Bibbie, le mappe, le banconote, le obbligazioni e i titoli azionari, i quotidiani, etc. La Bibbia di Gutenberg (nel XV sec.); Pantagruel e l'erba Pantagruelion, di Rabelais (XVI sec.) la Bibbia di Re Giacomo (XVII sec.); i phamplets di Thomas Paine “The Rights of Man”, “Common Sense”, “The Age of Reason” (XVIII sec.); le opere di Fitz Hugh Ludlow, Mark Twain, Victor Hugo, Alexander Dumas; “Alice in Wonderland” di Lewis Carroll (XIX sec.); e più o meno tutto il resto fu stampato su carta di canapa.

La prima bozza della Dichiarazione di Indipendenza (del 28 giugno 1776) fu scritta su Carta Olandese (di canapa), così come lo fu la seconda, completata il 2 luglio dello stesso anno. Questo fu il documento approvato quel giorno, annunciato e presentato il 4 luglio 1776. Il 19 luglio del 1776 il Congresso ordinò che la Dichiarazione fosse copiata e redatta su pergamena (una pelle conciata di animale) e questo fu il documento firmato dai delegati il 2 agosto 1776.

La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più del papiro, ed era cento volte più semplice e più economica da produrre.

Quello che (i coloni Americani) e il resto del mondo usavano per produrre tutta la carta erano scarti delle vele e del cordame venduto dagli armatori come cascame, per essere riciclato.

Il resto della carta proveniva dagli abiti smessi, dalle lenzuola, dai pannolini, dalle tende e dagli stracci, fatti prevalentemente di canapa e talvolta di lino, venduti agli straccivendoli.

I nostri avi erano troppo parsimoniosi per gettar via qualcosa, sicché, fino al 1880 ogni brandello di straccio o abito veniva riciclato nella carta.

La carta di stracci, che contiene fibra di canapa, è quella di migliore qualità e la più durevole mai prodotta.
Può essere strappata quando è umida, ma riacquista la sua completa resistenza una volta asciutta. Se non è sottoposta a condizioni estreme, la carta di stracci rimane stabile per secoli. Non si consuma praticamente mai. Molti documenti ufficiali del Governo USA furono redatti, per legge, su carta di stracci di canapa, fino agli anni '20.5

Gli studiosi ritengono generalmente che la antica tecnica - o arte - cinese della fabbricazione della carta di canapa (I sec. A.D., 800 anni prima che la scoprissero i paesi Islamici, e da 1200 a 1400 anni prima degli Europei) sia uno dei motivi principali della immensa superiorità del sapere e delle scienze cinesi rispetto a quelli Occidentali per 1400 anni. L'arte cartaria usata per la fabbricazione di una carta resistentissima permetteva agli Orientali di lasciare in eredità la loro conoscenza così che fosse accresciuta, investigata, raffinata, confutata e modificata, generazione dopo generazione (in altre parole, una erudizione cumulativa ed esauriente).

L'altro motivo per la grande superiorità del sapere Orientale rispetto a quello dell'Occidente per 1400 anni è che la Chiesa Cattolica Romana proibì di leggere e scrivere al 95% della popolazione Europea; inoltre fece bruciare, o bandire, o vietò tutti i libri nazionali e stranieri, inclusa la stessa Bibbia!, per oltre 1200 anni con la minaccia -messa in pratica sovente- di morte. Per questo gli storici hanno definito questo periodo "Evo Oscuro" (476 A.D.–1000 A.D., o fino al Rinascimento) (V. Cap. 10)


Funi, spago & Cordame

Virtualmente ogni città o paese (da tempo immemorabile) nel mondo ha avuto una industria di corda di canapa.6 La Russia era la maggior produttrice del mondo e la sua manifattura era la migliore; fornì l'80% della canapa mondiale dal 1640 al 1940.

Thomas Paine descrisse quattro risorse naturali essenziali per la nuova nazione in "Common Sense" (1776): “cordame, ferro, legname e catrame.”
La principale tra queste era la canapa per il cordame. Scrive: "La canapa cresce rigogliosa fino all' eccesso, non ne abbiamo bisogno tanta per il cordame." Poi prosegue elencando il necessario per guerreggiare con la marina Britannica: cannoni, polvere da sparo, etc.

Dal 70 al 90% di tutte le funi, lo spago e il cordame furono prodotti con la canapa fino al 1937. Da allora essa fu sostituita perlopiù con le fibre petrolchimiche (principalmente della DuPont, su licenza della compagnia Tedesca I.G.Farben), o dalla canapa di Manila (abaca), spesso intrecciata con fili d'acciaio per aumentarne la resistenza, importata dal nostro "nuovo" possedimento nel Pacifico dell'estremo Occidente, le Filippine, confiscate alla Spagna come risarcimento per la Guerra Ispano-Americana del 1898.


Tele Artistiche


La canapa è il mezzo perfetto per l'archiviazione.7

I dipinti di Van Gogh, Gainsborough, Rembrandt, etc., furono stesi soprattutto su tele di canapa, così come praticamente tutti i dipinti su tela.

La forte e lucente fibra di canapa resiste al calore, alla muffa, agli insetti e non è danneggiata dalla luce. I dipinti a olio su tela di canapa e/o lino sono rimasti in buone condizioni per secoli.

Per migliaia di anni, virtualmente tutte le buone vernici e gli smalti vennero prodotti con olio di semi di canapa e/o di lino.


Vernici & Smalti


Per esempio, nel solo 1935, 116 milioni di libbre (58.000 tonnellate*) di semi di canapa furono utilizzati in America soltanto per smalti e vernici. Il mercato dell'essicazione dell'olio di canapa era quasi interamente appannaggio delle industrie petrolchimiche DuPont.8

*Il National Institute of Oilseed Products depose congressualmente contro la Marijuana Transfer Tax Law del 1937. Come paragone, consideriamo che il Drug Enforcement Administration (DEA), assieme alle polizie di stato e locali, dichiara di avere confiscato nel 1996 oltre 700 tonnellate di marijuana cresciuta in America; semi, piante, radici, e tutto. La stessa DEA dichiara che dal 94 al 97 per cento di tutte le piante di canapa sequestrate e distrutte fin dagli anni '60 erano state cresciute allo stato brado e non potevano essere fumate come marijuana.

Il Congresso e il Dipartimento del Tesoro si accertarono attraverso una deposizione segreta di DuPont nel 1935-37, raccolta direttamente da Herman Oliphant, Capo del Consiglio del Dipartimento del Tesoro, che l'olio di semi di canapa poteva essere rimpiazzato con gli oli sintetici petrolchimici prodotti principalmente dalla DuPont.

Oliphant fu l'unico responsabile per la stesura della Marijuana Tax Act che fu sottoposta al Congresso.9 (V. Cap. 4)

Fino al 1800, l'olio di canapa era l'olio da illuminazione più usato in America e nel mondo. Da allora, fino al 1870, fu il secondo olio più usato, superato solo dall'olio di balena.


Olio da illuminazione


L'olio di canapa bruciava nelle lampade del leggendario Aladino, di Abramo il Profeta e, nella vita reale, di Abraham Lincoln.

Era l'olio da lampada che illuminava maggiormente.

L'olio di canapa per lampade fu rimpiazzato dal petrolio, dal kerosene, etc., dopo la scoperta del petrolio in Pennsylvania nel 1859 e la monopolizzazione di John D. Rockefeller, dal 1870 in poi (V. Cap. 9). In effetti, come affermò il celebre botanico Luther Burbank “I semi [della cannabis] sono utilizzati negli altri paesi per il loro olio, e il modo in cui vengono trascurati qui dimostra il solito uso scellerato delle nostre risorse agricole."

(Luther Burbank, How Plants Are Trained To Work for Man, Useful Plants, P. F. Collier & Son Co., NY, Vol. 6, pag. 48.)


Energia da Biomassa

Nei primi anni del 1900, Henry Ford e altri futuristici, organici geni dell'ingegneria si accorsero (come i loro eredi intellettuali e scientifici di oggi) che fino al 90% del carburante fossile utilizzato oggi nel mondo (carbone, petrolio, gas naturali...) avrebbe potuto essere sostituito da molto tempo con la biomassa: gambi di granturco, cannabis, carta straccia e simili.

La biomassa può essere convertita in metano, metanolo o benzina a una frazione del costo del petrolio, del carbone o dell'energia nucleare, specialmente se ci sono costi ambientali, e se il suo uso può fermare le piogge acide, lo smog solforoso, e l'Effetto Serra sul nostro pianeta, ORA!*

* Il Governo e le industrie del petrolio, del carbone, etc., insistono sul fatto che la biomassa non è migliore delle riserve di carburante fossile, riguardo l'inquinamento, ma questo è patentemente falso.

Perché? Perché, a differenza dei carburanti fossili, la biomassa proviene da piante viventi (e non estinte) che rimuovono continuamente anidride carbonica dalla nostra atmosfera mentre crescono, attraverso la fotosintesi. Nondimeno, i carburanti da biomassa non contengono zolfo.

Questo si può ottenere coltivando canapa per biomassa e convertendola, attraverso pirolisi o compostazione biochimica, in carburanti che sostituiscano i carbonfossili*.

* Va tenuto presente che il potenziale della biomassa/cellulosa della cannabis è almeno quattro e più volte meglio dei suoi rivali più prossimi: stoppie, canna da zucchero, kenaf (ibisco delle Indie orientali, N.d.t.), alberi, etc. (Solar Gas, 1980; Omni, 1983: Cornell University; Science Digest, 1983: etc.).

V. anche Cap. 9, “Economia.”

Uno dei prodotti della pirolisi, il metanolo, è spesso utilizzato oggi per le auto da competizione e fu usato dai coloni americani e dagli automobilisti quotidianamente, a fianco del petrolio, dagli anni '20 fino alla metà degli anni '40 per muovere decine di migliaia di auto, veicoli militari e agricoli, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il metanolo può anche essere trasformato in una benzina senza piombo ad alto numero di ottani, con un processo catalitico sviluppato dalla Georgia Tech University in collaborazione con la Mobil Oil Co.


Medicina

Dal 1842 fino all'ultimo decennio dell'800 un tipo di marijuana estremamente forte (conosciuta allora come estratto di cannabis) ed estratti, tinture ed elisir di hashish erano tra i medicinali più venduti in assoluto per l'uomo (dalla nascita, attraverso l'infanzia, fino alla vecchiaia) e in veterinaria fino agli anni 20 del '900 e oltre. (V.Cap. 6 sulla "Medicina" e Cap. 12 sul "XIX Secolo").

La regina Vittoria usava la resina di cannabis per i crampi mestruali e la PMS ( Pre-Menstrual Syndrome, N.d.t.). Il suo regno (1837- 1901) crebbe di pari passo con l'aumento smisurato dell'uso di cannabis Indiana come farmaco.

Come abbiamo visto prima, per almeno 3000 anni, fino al 1842, estratti di marijuana di ogni sorta (fiori, foglie, radici, etc.) erano i medicinali più diffusi e i più comunemente accettati nel mondo, per la maggior parte dei malanni dell'umanità.

Nell'Europa Occidentale, la Chiesa Cattolica Romana proibì l'uso della cannabis o di ogni terapia medica, eccezion fatta per l'alcool e la flebotomia, per oltre 1200 anni. (V. Cap. 10 sulla “Sociologia.”)

La Farmacopea Statunitense indicava la cannabis come rimedio efficace contro: affaticamento, accessi di tosse, reumatismi, asma, delirium tremens, emicrania, crampi e depressione associati alle mestruazioni (Prof. William EmBoden, Docente alla California State University di Northridge.)

Nel XX secolo le ricerche sulla cannabis hanno dimostrato il valore terapeutico e la completa sicurezza nel trattamento di molte patologie quali asma, glaucoma, nausea, tumori, epilessia, infezioni, stress, emicrania, anoressia, depressione, reumatismi, artriti, morbo di Alzheimer ed herpes. (V, Cap. 7, “Usi Terapeutici della Cannabis.”)


Oli Alimentari & Proteine


I semi di canapa erano usati regolarmente per il porridge, le zuppe, e le farinate di tutta la popolazione mondiale, fino a questo secolo (lo scorso, N.d.t.). I monaci dovevano mangiare un piatto di semi di canapa tre volte al giorno, tessevano i loro abiti con la canapa, e stampavano le loro Bibbie su carta composta della sua fibra.

(Dr. Vera Rubin, “Research Institute for the Study Of Man;” Eastern Orthodox Church; Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, 1976; Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980; Encyclopedia Britannica.)

Il seme di canapa può essere torchiato per ottenere un olio altamente nutritivo, il quale contiene più acidi grassi essenziali di ogni altra specie nel Regno Vegetale. Questi oli essenziali sono responsabili delle nostre immunoreazioni e puliscono le arterie dal colesterolo e dalla placca.

Il sottoprodotto della torchiatura dei semi contiene proteine della migliore qualità; può essere maltato, o utilizzato come base per farne dolci, pani o sformati. Le proteine dei semi di marijuana sono una fonte di proteine tra le migliori, più complete e più facilmente assimilabili dal corpo umano.
Il seme di canapa è la fonte singola di nutrimento più completa per l'alimentazione umana (V. Cap. 8.)

I semi di canapa furono, fino alla proibizione legale del 1937, il becchime numero uno al mondo, tanto per uccelli selvatici che domestici.
Era il loro preferito* tra ogni genere di becchime sul pianeta; nel 1937 quattro milioni di libbre di semi di canapa per uccelli canori furono venduti al dettaglio negli USA. Gli uccelli scelgono i semi di canapa da un mucchio di becchime misto, e li mangiano per primi. Gli uccelli allevati allo stato brado vivono più a lungo e si riproducono di più quando i semi di canapa sono inclusi nella loro dieta, utilizzandone l'olio per le loro penne e per la loro salute in generale.(V. Cap. 8, “I semi di canapa come base per il nutrimento mondiale”)

*Atto Congressuale del 1937: “Gli uccelli canori non cantano senza,” lamentano le industrie di cibi per animali. Risultato: semi sterilizzati di cannabis continuano a essere importati negli USA da Italia, Cina e altri Paesi.

I semi di canapa non producono ebbrezza negli umani o negli uccelli. Nei semi si trovano tracce infinitesimali di THC. I semi di canapa sono anche l'esca per pesci preferita in Europa. I pescatori comprano sacchetti di semi dai venditori di esche, e ne gettano manciate nel fiume o nel lago; i pesci si fiondano attorno ai semi e sono presi all'amo. Nessun'altra esca è tanto efficace, e ciò la rende il cibo più desiderabile e nutriente per uomini, uccelli e pesci.

(Ricerca personale di Jack Herer in Europa.) (Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1972)


Materiale edile & Abitazioni


Poiché un acro di canapa produce tanta polpa di cellulosa quanto 4,1 acri di alberi*, la canapa è il materiale perfetto per sostituire gli alberi e farne assi di compensato, assi di truciolato e stampi per il calcestruzzo.

*Dewey & Merrill, Bulletin #404, United States Dept. of Agricultural., 1916.

Materiale edilizio pratico, economico, ignifugo, con eccellenti proprietà di isolamento termico e sonoro, si produce scaldando e pressando le fibre della pianta per creare robusti pannelli che sostituiscono cartongesso e compensato. William B. Conde della Conde’s Redwood Lumber, Inc. nei pressi di Eugene, Oregon, assieme alla Washington State University (1991–1993), hanno dimostrato la superiorità in robustezza, flessibilità, e la maggior convenienza dei materiali composti di canapa rispetto a quelli in fibra di legno, anche per le travi.

Lo isochanvre, un materiale da costruzione Francese riscoperto da poco prodotto con canapa e calce, pietrifica in uno stato minerale che può durare secoli. Gli archeologi hanno rinvenuto un ponte nel Sud della Francia, del periodo Merovingio (500–751 A.D.), costruito con questo processo. (V. Chènevotte habitat di René, Francia)

La canapa è sempre stata utilizzata per la tessitura dei tappeti. La fibra di canapa permette la manifattura di tappeti robusti, resistenti e inattaccabili dal marciume, che evitano i vapori tossici dei materiali di sintesi, oltre alle reazioni allergiche dovute ai sintetici.

Anche le tubature in plastica (PVC) si possono produrre utilizzando la cellulosa rinnovabile della canapa in luogo del carbone e del petrolio.

Dunque possiamo immaginarci la casa del futuro interamente costruita, ammobiliata e dipinta con la risorsa rinnovabile numero uno, la canapa.


Fumo, Svago & Creatività


La Dichiarazione d'Indipendenza Americana riconosce l'"inalienabile diritto" alla "vita, alla libertà e al perseguimento della felicità". Successive decisioni parlamentari assicurano il diritto alla privacy.

Molti artisti e scrittori hanno usato la cannabis per avere stimoli creativi, dagli autori dei capolavori mondiali della religione ai nostri più irriverenti scrittori satirici. Tra di loro Lewis Carroll e il suo bruco che fuma hookah in "Alice nel Paese delle Meraviglie", Victor Hugo e Alexander Dumas; i grandi del jazz come Louis Armstrong, Cab Calloway, Duke Ellington e Gene Krupa; e il percorso arriva fino ai moderni artisti e musicisti come Beatles, Rolling Stones, Eagles, Doobie Brothers, Bob Marley, Jefferson Airplane, Willie Nelson, Buddy Rich, Country Joe & the Fish, Joe Walsh, David Carradine, David Bowie, Iggy Pop, Lola Falana, Hunter S. Thompson, Peter Tosh, Grateful Dead, Cypress Hill, Sinead O’Connor, Black Crowes, Snoop Dogg, Los Marijuanos, etc.

Certo, fumare marijuana aumenta la creatività in alcuni, e in altri no.

Ma da che mondo è mondo, varie proibizioni e gruppi di "temperanti" hanno cercato e talvolta sono riusciti a rendere proibite le sostanze che alcuni preferiscono per rilassarsi, come il tabacco, l'alcool e la cannabis.

Abraham Lincoln rispose a questo tipo di mentalità repressiva nel Dicembre del 1840, quando affermò “La Proibizione va oltre i confini della ragione in quanto cerca di controllare i desideri dell'uomo con la legislazione e rende un crimine ciò che non lo è. Una legge proibizionista è uno schiaffo al principio stesso sul quale il nostro governo venne fondato.”



Fine della prima parte: Breve sommario degli usi della canapa.
A breve la seconda ed ultima parte del capitolo due, a presto!
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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Ven Nov 05, 2010 2:48 pm



La Storia Della Canapa
Capitolo 2



Parte seconda



Stabilità Economica, Profitto & Libero Commercio
Noi pensiamo che in un mercato competitivo la gente si affretterebbe a comprare durevoli, biodegradibili “Pot Tops” o “Mary Jeans”, etc., prodotti con piante senza pesticidi o erbicidi. Alcune delle industrie che hanno aperto la strada con questi prodotti sono Ecolution, Hempstead, Marie Mills, Ohio Hempery, Two Star Dog, Headcase e, in Germania, HanfHaus, etc.

E' ora che mettiamo alla prova il capitalismo e che lasciamo decidere il mercato senza costrizioni della domanda e dell'offerta, così come la nostra coscienza ecologica "Verde", sul futuro del pianeta.

Una camicia di cotone nel 1776 costava da $100 a $200, mentre una camicia di canapa costava da 50 cents a $1. Entro il 1830, camicie di fresco e leggero cotone avevano lo stesso prezzo delle più calde, pesanti camicie di canapa, offrendo una possibilità di scelta competitiva.

La gente era in grado di scegliere il suo abbigliamento basandosi sulle qualità particolari che desiderava in un tessuto. Oggi non abbiamo questa possibilità.

Il ruolo della canapa e di altre fibre naturali dovrebbe essere determinato dal mercato della domanda e dell'offerta, dai valori e dai gusti personali, e non dalle influenze improprie delle leggi proibizioniste, dai sussidi federali e dalle eccessive tariffe doganali che impediscono ai tessuti naturali di rimpiazzare le fibre sintetiche.

Settant'anni di soppressione dell'informazione da parte del Governo hanno prodotto la quasi totale ignoranza pubblica degli incredibili potenziali della fibra di canapa e dei suoi usi.

Utilizzando canapa al 100%, o mischiando canapa e cotone organico, potremmo lasciare la nostra camicia, i nostri pantaloni e altri capi ai nostri nipoti.
Con una spesa intelligente si potrebbero rimpiazzare le fibre sintetiche petrolchimiche come nylon e poliestere con fibre naturali più resistenti, più economiche, fresche, assorbenti, traspiranti e biodegradabili.

La Cina, l'Italia e Paesi Europei dell'Est come Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Polonia e Russia attualmente fanno milioni di dollari con tessuti di robusta canapa e tessuti in canapa e cotone, e potrebbero guadagnare miliardi di dollari all'anno.

Questi Paesi traggono profitto dalle loro tradizioni agricole e tessili, mentre gli USA cercano di forzare l'estinzione di questa pianta sostenendo le tecnologie distruttive del sintetico.

Anche il tessuto misto cannabis/cotone non è stato posto ufficialmente in vendita negli USA fino al 1991. I Cinesi, per esempio, furono obbligati da un tacito accordo ad inviarci ramia e cotone scadenti.

(National Import/Export Textile Company of Shanghai, comunicazione personale con l'autore nell' Aprile-Maggio 1983.)

Mentre l'edizione del 1990 di questo libro andava in stampa, capi di vestiario che contenevano almeno il 55% di cannabis arrivavano dalla Cina e dall' Ungheria. Nel 1992, mentre andavamo in stampa, molti diversi tipi di tessuto di canapa al 100% arrivavano direttamente dalla Cina e dall' Ungheria. Ora, nel 2007, i tessuti di canapa sono richiestissimi in tutto il mondo, esportati dalla Romania, dalla Polonia, dall'Italia, dalla Germania, etc.
La canapa è stata definita "hottest fabric" (tessuto più caldo, N.d.t.) degli anni '90 da Rolling Stone, Time, Newsweek, Paper, Detour, Details, Mademoiselle, The New York Times, The Los Angeles Times, Der Spiegel, ad infinitum. Tutti loro hanno pubblicato le più eclatanti notizie sulla canapa industriale e nutrizionale.

Inoltre, la canapa coltivata per produrre biomassa potrebbe alimentare un'industria energetica da miliardi di dollari all'anno, che migliorerebbe la qualità dell'aria e porterebbe il benessere nelle aree rurali e nelle comunità circostanti, lontano dal potere centralizzato del monopolio. Più di ogni altra pianta sulla Terra, la canapa può mantenere la promessa di una economia e di una ecologia sostenibili.

In Conclusione. . . .

Dobbiamo reiterare la nostra premessa iniziale sfidando il mondo a dimostrare che ci sbagliamo. Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e le costruzioni fossero vietate per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;

Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...

E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto questo in passato

La Cannabis… La Marijuana!

1. Oxford English Dictionary; Encyclopedia Britannica, 11ma edizione, 1910; film dello U.S.D.A. "Hemp for Victory", 1942.

2. Ibid.

3. Levi-Strauss & Company of San Francisco, CA, colloquio personale dell'autore con Gene McClaine, 1985.

4. Le vecchie Spinning Jennys (filatoi, filiere) e i filarelli erano principalmente usati per le fibre in quest'ordine: canapa, lino, lana, cotone, e così via.

5. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali; U.S. Mint; etc.

6. James T. Adams, editor, Album of American History, Charles Scribner’s Sons, NY, 1944, pg. 116.

7. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali.

8. Larry Sloman, Reefer Madness, Grove Press, New York, NY, 1979, pag. 72.

9. Richard Bonnie e Charles Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974.


Quando la Canapa Salvò la Vita a George Bush

Un altro esempio dell'importanza della canapa: cinque anni dopo che la cannabis fu dichiarata illegale nel 1937, venne prontamente reintrodotta nel 1942, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Così, quando il giovane pilota George Bush si paracadutò dal suo aereo in fiamme dopo una battaglia sul Pacifico, non sapeva molto del fatto che:

- Parte del motore del suo apparecchio era lubrificata con olio di semi di canapa;

- il 100% del tessuto del paracadute che gli salvò la vita era fatto con canapa coltivata negli USA

- Virtaulmente tutto il sartiame e le funi della nave che lo ripescò erano fatte di canapa.

- Le manichette antincendio della nave (come quelle delle scuole in cui studiò) erano composte di canapa, e

- Infine, quando il giovane George Bush era sano e salvo sul ponte, le cuciture dei suoi scarponi erano di canapa, così quelle di tutte le scarpe in cuoio e gli scarponi militari moderni.

Bush ha passato una buona parte della sua carriera cercando di sradicare la cannabis e di far osservare le leggi per accertarsi che nessuno conoscesse queste informazioni - incluso forse lui stesso. . .

(Film dello USDA Hemp for Victory, 1942; Opuscolo 25 U. del KY Agricultural Ext. Service, Marzo 1943; Gatewood Galbraith, Kentucky Marijuana Feasibility Study, 1977.)


La Battaglia del Bollettino 404
La Messa in Scena


Nel 1917, il mondo stava combattendo la Prima Guerra Mondiale. In questo Paese gli industriali, assediati dal salario minimo e dalle imposte sui redditi, erano in crisi depressiva. Gli ideali progressisti andarono perduti non appena gli USA presero parte allo scontro mondiale per la supremazia commerciale. E' su questo scenario che il primo dramma sulla canapa del XX secolo fu inscenato.

La storia ha inizio nel 1916, poco dopo la diffusione del Bollettino USDA 404 (V.). Presso San Diego, in California, un immigrato tedesco di 50 anni, di nome George Schlichten mise a punto una semplice quanto brillante invenzione. Schlichten aveva speso 18 anni e 400.000 dollari nel decorticatore, una macchina in grado di scortecciare quasi ogni tipo di pianta lasciando la polpa intatta. Per costruirla aveva sviluppata una conoscenza enciclopedica sulle fibre e sulla fabbricazione della carta. Il suo desiderio era di fermare il disboscamento a causa della carta, che egli riteneva essere un crimine. La sua nativa Germania era molto progredita nell'imboschimento e Schlichten sapeva che la distruzione delle foreste significava la distruzione di barriere spartiacque indispensabili.

Henry Timken, il facoltoso industriale inventore dei cuscinetti rotanti, aveva subodorato l'invenzione di Schlichten e volle incontrare l'inventore nel Febbraio del 1917. Timken vide il decorticatore come una scoperta rivoluzionaria che avrebbe migliorato le condizioni dell'umanità.
Timken offrì a Schlichten la possibilità di coltivare 100 acri di canapa nel suo ranch, nella fertile Imperial Valley in California, a Est di San Diego, così che potesse provare la sua invenzione.

Non andò vieri, che Timken incontrò il gigante dell'editoria E.W. Scripps, e il suo socio da sempre Milton McRae a Miramar, il domicilio di Scripps a San Diego. Scripps, allora 63enne, possedeva la più grande catena di quotidiani del Paese. Timken sperava di interessare Scripps nella produzione di carta da giornale di canapa.

I baroni della carta stampata della fine del secolo abbisognavano di grandi quantitativi di cellulosa per la loro crescente distribuzione. Quasi il 30% dei quattro milioni di tonnellate di carta manufatta nel 1909 fu trasformato in quotidiani; nel 1914 la distribuzione di quotidiani era cresciuta del 17% per oltre 28 milioni di copie.1 Nel 1917, il costo dei quotidiani saliva rapidamente, e McRae, che possedeva una cartiera dal 1904, era preoccupato.


Il seme è piantato


In Maggio, dopo aver incontrato di nuovo Timken, Scripps chiese a McRae di esaminare la possibilità di usare il decorticatore nella manifattura della carta da giornale.

McRae si dimostrò eccitato all'idea; definì il decorticatore “una grande invenzione. . . [la quale] non solo renderà un grande servizio a questo Paese, ma sarà molto proficua finanziariamente. . . . [essa] potrebbe rivoluzionare le attuali condizioni.” Il 3 Agosto, mentre il periodo del raccolto si approssimava, fu organizzato un incontro tra Schlichten, McRae, e l'editore di quotidiani Ed Chase.

All'insaputa di Schlichten, McRae fece stenografare le tre ore di incontro al suo segretario. Il documento che ne risultò, l'unica testimonianza conosciuta ad oggi della voluminosa conoscenza di Schlichten, è riportato in toto nella Appendice I.

Schlichten aveva studiato a fondo molti tipi di piante con cui produrre carta, tra le quali grano, cotone, yucca, e la spagnola baccata. Sembra che la canapa fosse la sua preferita: “La canapa è praticamente un successo e ne verrà carta di qualità superiore a quella comunemente usata per i quotidiani,” affermò. La sua carta di canapa era anche meglio di quella prodotta per il Bollettino USDA 404, dichiarava, poiché con il decorticatore si eludeva il processo di macerazione, evitando così le fibre corte e la colla naturale necessaria a tenere assieme la carta. Schlichten era in grado di produrre 50.000 tonnellate di carta all'anno, al prezzo di $25 alla tonnellata, il che era meno del 50% del prezzo delle testate dell'epoca. E ogni acro di canapa trasformata in carta, aggiungeva Schlichten, avrebbe salvato cinque acri di foresta.

McRae fu molto impressionato da Schlichten. L'uomo che aveva cenato con presidenti e capitani d'industria scrisse a Timken, “Posso dire senza ambiguità che Mr. Schlichten mi ha impressionato in quanto uomo di grande intelletto e perizia; e, a quanto posso vedere, egli ha creata e costruita una macchina portentosa.” Dispose affinché Chase trescorresse il maggior tempo possibile con Schlichten e gli preparasse un rapporto.


Tempo di Raccolto


In Agosto, dopo tre mesi soltanto di crescita, il raccolto di Timken aveva raggiunto la sua altezza massima - 14 piedi! (426,72 cm, N.d.t.) ed egli era alquanto ottimista riguardo i suoi progetti. Sperava di andare in California e vedere il raccolto decorticato, e sé stesso come un benefattore dell'umanità, che permetteva alla gente di lavorare meno e aver più tempo per lo "sviluppo spirituale". Scripps, d'altro canto, non aveva una visione ottimistica. Aveva perso la sua fiducia in un Governo che pensava avrebbe portato il Paese alla rovina economica a causa della guerra, e che si sarebbe preso il 40% dei suoi profitti in imposte sul reddito.

In una lettera a sua sorella Ellen del 14 Agosto, egli scrive: “Quando Mr. McRae mi ha detto dell'aumento previsto per il prezzo della carta bianca, gli ho risposto che ero abbastanza sciocco da non preoccuparmi di una cosa di quel genere." Ci si aspettava che il prezzo della carta aumentasse del 50%, il che sarebbe costato a Scripps l'intero profitto annuale di $1.125.000! Invece di sviluppare nuove tecnologie, prese la via più breve: la Penny Press Lord aumentò semplicemente il prezzo delle sue testate, da uno a due centesimi.


La Fine


Il 28 Agosto Ed Chase inviò il suo rapporto completo a Scripps e McRae. Anche lui era entusiasta del nuovo metodo: “Ho veduta una stupenda, quanto semplice invenzione. Ritengo che rivoluzionerà molti dei metodi di produzione nell'alimentare, nel vestiario, e in ogni altro bisogno dell'umanità."

Chase aveva visto il decorticatore produrre sette tonnnellate di canapuli (frammenti di corteccia, N.d.t.) in due giorni. A pieno regime, aveva previsto Schlichten, ogni macchina avrebbe prodotto cinque tonnellate al giorno. Chase aveva concluso che la canapa avrebbe facilmente soddisfatta la richiesta per i quotidiani di Scripps sulla West Coast, con rimanenze bastanti per delle attività secondarie. Aveva stimato che la stampa dei quotidiani sarebbe costata tra i $25 e i $35 per tonnellata, e avanzò la richiesta di aprire una cartiera anche sulla East Coast.

McRae, tuttavia, sembrava aver capito che il suo capo non era più molto interessato alla produzione di carta di canapa. La sua risposta al rapporto di Chase fu cauta: "Molto sarà determinato dalla praticabilità dei costi di trasporto, manufattura, etc., etc., che non possono essere accertati senza un'adeguata ricerca." Forse quando i suoi ideali si scontrarono con il duro lavoro per svilupparli, il semi-pensionato McRae si tirò indietro.

In Settembre il raccolto di Timken produceva una tonnellata di fibra e quattro di canapuli per acro, ed egli stava cercando di coinvolgere Scripp nell'apertura di una cartiera a San Diego. McRae e Chase andarono a Cleveland e passarono due ore a convincere Timken che mentre la canapa era utilizzabile per tutti gli altri tipi di carta, essi non ne potevano trarre una carta da giornale che fosse abbastanza economica. Forse la cartiera dell'Est che avevano sperimentato non era stata incoraggiante, e infine si risolse di trasformarla per ottenere carta dal legno.

In quel periodo anche Timken era afflitto dall'economia del tempo di guerra. Si aspettava di pagare imposte per un 54% e stava cercando di mutuare $2 millioni con un interesse del 10% per riattrezzare macchine belliche. L'uomo che solo qualche settimana prima non vedeva l'ora di essere in California, non aspettò un minuto per trasferirsi a Ovest per tutto l'inverno. Disse a McRae, “Penso che sarò troppo dannatamente occupato in questa regione del Paese per occuparmi degli affari.”

Il decorticatore riaffiorò poi negli anni '30, quando fu pubblicizzato come la macchina che avrebbe fatto della canapa un "Raccolto da un miliardo di dollari" in un articolo su Mechanical Engineering e su Popular Mechanics.* (Fino alla edizione del 1993 "The Emperor...", si credeva che il decorticatore fosse una nuova scoperta di quell'epoca.) Ancora una volta, la nascente industria della canapa fu stroncata, questa volta dal Marijuana Tax Act del 1937.

• Ellen Komp

Note:

1. World Almanac, 1914, p. 225; 1917

2. Milton McRae, Forty Years in Newspaperdom, 1924 - Brentano’s NY

3. Archivi Scripps , University of Ohio, Athens, Archivi di Ellen Browning Scripps, Biblioteca Denison, Claremont College, Claremont, CA


Perché Non Usare La Canapa Per Invertire l'Effetto Serra e
Salvare il Mondo?


Agli inizi del 1989, Jack Herer e Maria Farrow posero questa domanda a Steve Rawlings, l'ufficiale più alto in grado allo U.S. Department of Agriculture (che era incaricato di invertire l'Effetto Serra), nel centro di ricerca mondiale USDA a Beltsville, nel Maryland.

Innanzitutto ci presentammo dicendo che scrivevamo per il giornale del partito politico Green (i "Verdi", n.d.T.). Poi chiedemmo a Rawlings: “Se lei avesse mai una scelta, quale sarebbe il modo ideale per fermare o invertire l'Effetto Serra?”

Egli disse, “Smettere di abbattere gli alberi e di usare i carburanti fossili.”
“Beh, perché non lo facciamo?”
“Non esistono sostituti accettabili del legno per la carta, o per i carburanti fossili.”
“Perché non usiamo piante annuali per la carta, e la loro biomassa per fare il carburante?”
“Beh, quello sarebbe ideale,” convenne. “Sfortunatamente, non c'è niente che possa produrre abbastanza materiali.”
“Bene, cosa direbbe se ci fosse una pianta che può sostituire tutta la polpa di legno, tutti i carburanti fossili, produrre la maggior parte delle nostre fibre naturali, con la quale di può fare di tutto, dalla dinamite alla plastica, che cresce in 50 stati e che un acro di questa pianta sostituirebbe 4,1 acri di alberi, e che se si utilizzasse un 6% del territorio USA per coltivarla, anche in terreni con scarso margine, questa pianta produrrebbe tutti i 75 miliardi per dieci alla ventiquattresima di BTU* che occorrono all'America ogni anno? Questo aiuterebbe a salvare il pianeta?”
“Sarebbe l'ideale. Ma questa pianta non esiste.”
“Noi pensiamo di sì.”
“Ah, sì? Qual'è?”
“La canapa .”
“Canapa!” Ci meditò sopra per un momento. “Non ci avrei mai pensato. Sapete, credo che abbiate ragione. La canapa potrebbe essere la pianta che fa tutto questo. Wow! E' un'idea grandiosa!”

Eravamo eccitati, mentre descrivevamo a grandi linee queste informazioni e delineavamo il potenziale della canapa per la carta, la fibra, il carburante, il cibo, la vernice, etc. e come si sarebbe potuta usare per ripristinare l'ecosistema mondiale e riequilibrare l'ossigeno nell'atmosfera senza provocare disordini nel tenore di vita al quale la maggioranza degli Americani sono abitutati.

In sostanza, Rawlings ritenne che le nostre informazioni fossero probabilmente corrette, e che la cosa avrebbe potuto benissimo funzionare.

Disse, “E' un'idea meravigliosa, e penso che potrebbe funzionare. Ma certamente non si può mettere in pratica.”
“Sta scherzando!” rispondemmo. “Perchè no ?”
“Beh, Mr. Herer, non lo sapeva che la canapa è anche marijuana?”
“Sì, certo che lo so, ne ho scritto per circa 40 ore a settimana, negli ultimi 17 anni.”
“Bene, lo sa che la marijuana è illegale, vero? Non possiamo usarla.
“Nemmeno per salvare il mondo ?”
“No. E' illegale”, mi informò, in tono severo. “Non possiamo usare qualcosa di illegale.”
“Ma neanche per salvare il mondo?” chiedemmo, sbalorditi.
“No, neanche per salvare il mondo. E' illegale. Non si può usare. Punto.”
“Non fraintendetemi, è una grande idea,” proseguì, “Ma non ve lo lasceranno mai fare.”
“Ma perché lei non va avanti, e non dice al Segretario dell'Agricoltura che un pazzo della California le ha dato la documentazione che dimostra che la canapa sarebbe in grado di salvare il pianeta e che la sua prima impressione è che potrebbe avere ragione, e che la cosa merita un serio studio? Cosa ne dice?” “Beh, non credo che resterei qui molto a lungo, dopo averlo fatto. Dopo tutto, sono funzionario del Governo.” “Allora perché non ricostruisce la nostra stessa documentazione, nel suo computer, nella biblioteca dello U.S.D.A.? E' da lì che abbiamo avuto la documentazione iniziale.”
Disse, “Non potrei firmare quella documentazione.”
“Perché no? Noi l'abbiamo fatto.”
“Mr. Herer, lei è un cittadino. Lei può firmare qualsiasi cosa voglia. Ma io sono un funzionario del Dipartimento dell'Agricoltura. Qualcuno vorrebbe sapere perché voglio tutta quella documentazione. E io sarei finito.”

Infine, ci mettemmo d'accordo per spedirgli tutta la documentazione che avevamo ottenuto dalla biblioteca della U.S.D.A., se gli avesse voluta dare almeno un'occhiata.

Rispose che lo avrebbe fatto, ma quando lo chiamammo un mese dopo disse che non aveva ancora aperto il pacco che gli avevamo spedito, e che ce lo avrebbe rimandato senza aprirlo, perché non voleva la responsabilità di quella documentazione, adesso che l'Amministrazione Bush l'avrebbe rimpiazzato con uno dei suoi uomini.

Gli chiedemmo se avrebbe passato la documentazione al suo successore, ed egli rispose “Assolutamente no.”

Nel Maggio 1989, avemmo virtualmente la medesima conversazione e lo stesso risultato con il suo collega, il Dr. Gary Evans dello U.S. Department of Agriculture and Science, l'uomo incaricato di fermare la tendenza al riscaldamento globale.

Alla fine egli ci disse “Se davvero volete salvare il pianeta con la canapa, voi [attivisti per la canapa/marijuana] dovreste trovare il modo di farla crescere senza le cime narcotiche (SIC) e poi potreste usarla.”

Questo è il genere di irresponsabilità spaventata (e spaventosa) del nostro Governo, contro la quale dobbiamo confrontarci.

*) B.T.U.: British Thermal Unit - il quantitativo di calore necessario per aumentare di un grado Farenheit (F) una libbra (Kg.0.454) di acqua (N.d.T.)


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Maresciallo_Helbrecht
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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Ven Nov 05, 2010 3:47 pm

Se si riuscisse ad attuare veramente srebbe qualcosa di completamente rivoluzionario. Però mi pare steano che, davanti a questa possibile rivoluzione totale, ci si preoccupi del fatto che "la canapa è illegale". Anche perchè cio non corrisponde al vero: il cordame di canapa lo si puo ancora trovare abbastanza facilmente, le coltivazioni di canapa non sono vietate tout coutr quindi mi pare strano che nessun paese (non per forza gli USA) abbia ancor attuato questo piano. Non è che in realtà c è qualche altro inghippo che qui non viene illustrato? Mi pare tutto fin troppo idilliaco per essere vero... O sbaglio?


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Ven Nov 05, 2010 6:19 pm

Citazione :
Non è che in realtà c è qualche altro inghippo che qui non viene illustrato? Mi pare tutto fin troppo idilliaco per essere vero... O sbaglio?

Beh, se così fosse dovremmo trovare qualche falla nel testo, fino ad ora tutto quel che c'è scritto è vero. Trovatemi una falsità, e potremmo riparlarne.


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Ven Nov 05, 2010 6:27 pm

Urizhel's Zorn ha scritto:
Citazione :
Non è che in realtà c è qualche altro inghippo che qui non viene illustrato? Mi pare tutto fin troppo idilliaco per essere vero... O sbaglio?

Beh, se così fosse dovremmo trovare qualche falla nel testo, fino ad ora tutto quel che c'è scritto è vero. Trovatemi una falsità, e potremmo riparlarne.
No, appunto.. Di falle non ce ne sono.. E proprio per questo mi chiedo come mai allora non è stato fatto cio che si poteva fare. O almeno perchè nessuno ci ha provato seriamente (non intendo per forza uno stato).
La mia non vuole essere una critica all'articolo (anzi!, tutto altro!) semplicemente non mi è chiaro il perchè di questo immobilismo, o se non altro mi è chiaro solo in parte...
non credi che la situazione reale possa essere piu complicata di come è stata presentata? chessò: ci voliono delle tecnologie troppo costose o roba simile...


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Ven Nov 05, 2010 7:43 pm

dal proibizionismo in poi il mercato della canapa è stato via via smantellato, ed è un fatto che non lo si è fatto per convenienza. E' da questo momento che si sono formati altri grandi mercati e lobby. Ed ognuno di questi ha tratto qualche giovamento data la presenza prima universale della canapa in qualsiasi settore. Oltre a questo bisogna vedere anche tutta l'opera di oscurantismo fatto sulla canapa in generale, a riprova di ciò basta guardare le falsissime pubblicità contrarie: prima sosteneva che rendeva matti, una volta smontati hanno detto che rendeva violenti, svoltati ancora un volta hanno calcato sulla fertilità. Addirittura hanno pubblicato false e pilotate ricerche mediche che indicavano un probabile effetto negativo sugli spermatozoi, al contempo insabbiando quelle che invece confutavano tale tesi.
Poi certo sicuramente in alcuni settori l'utilizzo della canapa non è così semplice ed efficace, specie ora che si è vissuti un secolo senza migliorare le relative tecnologie


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Lun Nov 08, 2010 12:37 pm




La Storia Della Canapa
Capitolo 3


Febbraio 1938 - Rivista Popular Mechanics:
“UN NUOVO RACCOLTO DA UN MILIARDO DI DOLLARI”

Febbraio 1938 - Rivista Mechanical Engineering:
“IL PIU' PROFICUO E DESIDERABILE DEI RACCOLTI”


La tecnologia moderna stava per essere applicata alla produzione di canapa, facendone la risorsa agricola numero uno in America. Due delle pubblicazioni più rispettabili e influenti della nazione, il Popular Mechanics e il Mechanical Engineering, pronosticavano un luminoso futuro per la canapa Americana.

Migliaia di nuovi prodotti avrebbero creato milioni di nuovi posti di lavoro e proclamata la fine della Grande Depressione. Invece la canapa fu perseguitata, messa al bando e dimenticata grazie a W. R. Hearst, il quale etichettò la canapa come “l'erbaccia messicana killer, marihuana.”

Dal 1901 fino al 1937, lo U.S. Department of Agriculture predisse ripetutamente che, una volta ottenuta la tecnologia per il raccolto, grazie al nuovo processo di separazione della fibra dalla polpa l'industria della canapa era nella sua infanza, e che quello sarebbe tornato a essere il raccolto numero uno in America. L'avvento del decorticatore G.W. del 1917 per poco non realizzò questa profezia. (V. pag.13-15 e Appendice.)

La predizione si reiterò nella stampa popolare quando il Popular Mechanics pubblicò nel Febbraio 1938 il suo articolo “Billion-Dollar Crop.” La prima ristampa di questo articolo, dopo oltre 50 anni, compare nell'edizione originale del presente libro. L'articolo è riprodotto qui esattamente come fu stampato nel 1938.

A causa delle sue tabelle di marcia e delle sue scadenze, il Popular Mechanics preparò questo articolo nella primavera del 1937, quando la cannabis usata per fibre, carta, dinamite e olio era ancora legale ed era, in effetti, un'industria in crescita vertiginosa.

Ristampato in questo capitolo è uno stralcio dell'articolo del Mechanical Engineering sulla canapa, pubblicato nello stesso mese. In origine questo era un opuscolo, presentato un anno prima allo Agricultural Processing Meeting of the American Society of Mechanical Engineers di New Brunswick, New Jersey, il 26 Febbraio 1937

I rapporti dello USDA durante gli anni '30, e gli atti del Congresso del 1937, dimostrano che la superficie coltivata a canapa era raddoppiata in America quasi ogni anno, dal minimo storico del 1930 -in cui erano 1000 acri in tutti gli USA- fino al 1937, con 14.000 acri a canapa che sarebbero divenuti il doppio nell'immediato futuro.

Come si evince da questi articoli, l'industria della canapa da poco meccanizzata era appena nata, ma era destinata a diventare la più grande in America; e considerati gli sviluppi successivi (tecniche per ottenere energia dalla biomassa, materiali edili, etc.) sappiamo che la canapa è la più importante risorsa ecologica al mondo e quindi, potenzialmente, la singola industria più grande del pianeta.

L'articolo del Popular Mechanics fu il primo nella storia Americana a utilizzare il termine "billion-dollar"* che non era mai stato usato prima negli USA, a proposito di nessun raccolto agricolo.

*Miliardo di dollari (N.d.T.) -- Equivalente a $40-$80 miliardi di oggi. (nota dell'Autore)
Gli esperti oggi stimano prudentemente che, una volta reintrodotta pienamente in America l'industria della canapa genererebbe da $500 miliardi a un trilione di dollari all'anno, salverebbe il pianeta e la nostra civiltà dal carburante fossile, dai suoi derivati, e dalla deforestazione!

Se Harry Anslinger, Duont, Hearst e i loro (che si sappia o meno, adesso come allora) politici comprati non avessero bandita la canapa - con il pretesto della marijuana (V. Cap. 4, "Ultimi giorni... ") - e negata la conoscenza della canapa alle nostre scuole, ai ricercatori e persino agli scienziati, le luminose prospettive di questi articoli sarebbero già tutte una realtà - e con più vantaggi di quanti se ne possano immaginare, grazie alle nuove tecnologie che sono in continuo sviluppo.

Per dirla con un mio collega, in modo adeguato: "Questi articoli sono state le ultime parole oneste dette a proposito dell'utilità della canapa negli ultimi 40 anni..."


Un Nuovo Raccolto da Un Miliardo di Dollari
Popular Mechanics, Febbraio 1938


Per i fattori Americani si prospettano nuovi raccolti di contante, per un ammontare annuo di svariate centinaia di milioni di dollari, e tutto perché si è inventata una macchina che risolve un problema vecchio di 6.000 anni. E' la canapa, un raccolto con il quale nessun altro prodotto Americano può reggere il confronto. Al contrario, la sua presenza soppianterà l'importazione di materia prima e manufatti prodotti da coolies (operai sottopagati, in genere Indiani e Cinesi, N.d.t.) e dalla fatica dei contadini, e darà vita a migliaia di posti di lavoro per gli Americani in tutta la Nazione.
La macchina che rende possibile tutto questo è stata disegnata per rimuovere la corteccia dal resto del gambo, rendendo pronta all'uso la fibra di canapa senza una mole proibitiva di lavoro umano. Quella della canapa è la fibra-modello (standard, N.d.t.) nel mondo. Ha un'altissima resistenza alla tensione e una lunghissima durata. Si utilizza per produrre più di 5.000 prodotti tessili, che vanno dalla corda ai più raffinati pizzi, e la "scorza" legnosa che rimane quando la fibra è stata rimossa contiene più del settantasette per cento di cellulosa, che può essere utilizzata per produrre oltre 25.000 articoli diversi, dalla dinamite al cellophane.

I macchinari già in funzione nel Texas, nell'Illinois, nel Minnesota e in altri stati producono fibra con un costo di manodopera di mezzo centesimo per libbra, ed esiste un mercato redditizio per i resti degli steli. Gli operatori alle macchine ottengono un buon guadagno, in competizione con quello delle fibre straniere prodotte dai coolies, e pagano ai coltivatori quindici dollari per una tonnellata di canapa.

Dal punto di vista dei coltivatori, la canapa è un raccolto facile da ottenere e può rendere da sei a sette tonnellate per acro, in qualsiasi appezzamento dove crescano mais, grano o avena.
Ha un periodo di crescita breve, perciò si può piantare dopo che si sono già avuti altri raccolti. Può esser coltivata in ogni stato dell'Unione. Le lunghe radici penetrano e spaccano il suolo, lasciandolo in perfette condizioni per il raccolto dell'anno successivo.
Il denso ammasso di fogliame, alto dagli otto ai dodici piedi (ca 2.50-3.50, N.d.t.) soffoca le erbacce. Due raccolti successivi sono sufficienti per bonificare terreni che erano stati abbandonati a cagione dei cardi Canadesi o della quack grass (intraducibile, N.d.t.).

Con i vecchi sistemi, la canapa veniva tagliata e lasciata nei campi per settimane, finché non era abbastanza "macerata" e le fibre potevano essere strappate con le mani. La macerazione non è che decomposizione per effetto della rugiada, della pioggia e dell'azione batterica. Si sono costruite macchine per separare meccanicamente le fibre dopo che la macerazione era completa, ma i costi erano troppo alti, troppo grande la perdita di fibre, e la qualità della fibra relativamente scarsa.
Con la nuova macchina, nota come decorticatore, la canapa viene tagliata con una mieti-legatrice leggermente modificata. Viene immessa nella macchina, dove un trasportatore automatico a catena la convoglia verso un braccio ruttore al ritmo di due o tre tonnellate l'ora. Gli steli vengono spezzettati finemente e ricadono nella tramoggia, dalla quale vengono soffiati da un compressore ad una imballatrice, o carro coperto, o carro merci per il trasporto. Le fibre escono dalla macchina già pronte per l'imballaggio.

Da qui in poi, qualsiasi cosa può succedere. La fibra grezza può essere impiegata per produrre uno spago o una corda resistentissimi, trasformata in tela di sacco, filo per tappeti o linoleum, o può essere decolorata e raffinata, per farne sottoprodotti resinosi di alto valore commerciale. Essa può, di fatto, prendere il posto di tutte le fibre straniere che stanno inondando oggi i nostri mercati.

Migliaia di tonnellate di canapuli sono usate ogni anno da una grande industria di polvere nera, per la manifattura di dinamite e TNT. Una grande industria cartaria, che pagava più di un milione di dollari all'anno in imposte per le cartine da sigaretta straniere, oggi produce queste cartine con la canapa coltivata nel Minnesota. Una nuova fabbrica in Illinois produce un'ottima carta di canapa. I materiali naturali della canapa ne fanno una economica fonte di polpa per ogni sorta di manifattura cartacea, e l'altissima percentuale di cellulosa alfa promette una fornitura illimitata di materia prima per le migliaia di prodotti in cellulosa sviluppati dai nostri chimici.

In genere si ritiene che tutto il lino venga prodotto con la pianta del lino. In realtà, la maggioranza viene dalla canapa - le autorità hanno calcolato che più della metà dei tessuti di lino che importiamo siano manufatti di canapa. Un'altra concezione erronea è che la tela di sacco sia fatta di canapa, Invece, usualmente la sua origine è la juta, e praticamente tutta la tela di sacco che usiamo è tessuta da operai Indiani che sono pagati solo quattro centesimi al giorno. Lo spago per legare è solitamente fatto di sisal, che viene dallo Yucatan e dall'Africa Orientale.

Tutti questi prodotti che oggi importiamo, possono essere prodotti con canapa cresciuta in casa. Reti da pesca, corde per archetti, tende, funi, grembiuli e camice, tovaglie damascate, raffinati abiti di lino, asciugatoi, biancheria da letto, e migliaia di altri oggetti d'uso quotidiano, possono essere coltivati nei poderi Americani. La media delle nostre importazioni di tessuti e fibre estere si aggira sui $200.000.000 all'anno; delle sole fibre grezze abbiamo importato più di $50.000.000 nel primo semestre del 1937. Tutti questi introiti si possono mettere a disposizione degli Americani.

L'industria della carta offre possibilità anche maggiori. Come industria essa ammonta a oltre $1.000.000.000 annui, e di questi l'ottanta per cento proviene dall'importazione. Ma dalla canapa si produrrà ogni qualità di carta, e qualcuno al governo ha calcolato che 10.000 acri a canapa produrranno tanta carta quanto in media 40.000 acri di terreno a polpa.

Un ostacolo nella avanzata della canapa è la riluttanza dei coltivatori a provare il nuovo raccolto. Il problema è aggravato dal bisogno di una attrezzatura adeguata ad una distanza ragionevole dalla fattoria. La macchina non può operare proficuamente a meno che non ci sia terreno a sufficienza nel raggio percorribile e il coltivatore non può ricavarne profitto se non ha il macchinario per trattare il raccolto.
Un altro ostacolo è che l'infiorescenza della pianta femmina della canapa contiene marijuana, un narcotico, ed è impossibile coltivare la canapa senza produrre infiorescenze. Le norme federali obbligano i coltivatori di canapa a registrarsi, e delle proposte di legge per prevenire la produzione del narcotico sono alquanto urgenti.
Ad ogni modo, la relazione tra la canapa come raccolto e la marijuana sembra essere esagerata. La droga viene usualmente prodotta dalla canapa selvatica, o locoweed, che si trova sui terreni incolti e lungo le ferrovie di ogni stato. Se le norme federali possono proteggere il pubblico senza impedire la coltura legittima della canapa, questo nuovo raccolto può arricchire incommensurabilmente l'agricoltura e l'industria Americane.


Il più proficuo e desiderabile dei raccolti
Mechanical Engineering, 26 Febbraio 1937


"Lino e canapa: dal seme al telaio" fu pubblicato nel numero del Febbraio 1938 della rivista Mechanical Engineering.

In origine fu presentato allo Agricultural Processing Meeting of the American Society of Mechanical Engineers di New Brunswick nel New Jersey, il 26 Febbraio 1937, dalla Process Industries Division.


Lino e canapa: dal seme al telaio
Di George A. Lower


Questo Paese importa praticamente tutte le sue fibre, eccezion fatta per il cotone.
La ginnatrice Whitney, potenziata con dei nuovi procedimenti per la filatura, permette al nostro Paese di produrre cotone con costi talmente inferiori a quelli del lino che le manifatture di lineria hanno praticamente cessato di esistere negli Stati Uniti. Non possiamo produrre le nostre fibre ad un costo inferiore a quello di tutti gli altri coltivatori del mondo. A parte i costi di lavorazione più alti, non figuriamo tra i grandi produttori; la Jugoslavia, ad es., che è la maggior produttrice di fibre per ara in Europa, ha prodotto ultimamente 883 libbre. Cifre paragonabili negli altri Paesi sono l'Argentina, 749 libbre, l'Egitto con 616 libbre, e l'India, 393 libbre; mentre la produzione media nel nostro Paese è di 383 libbre.

Per affrontare la concorrenza in modo proficuo, dobbiamo migliorare i nostri metodi in tutto il processo, dal seme al telaio.

Il lino viene ancora strappato alla radice, macerato in un bacino, seccato al sole, battuto fintanto che le fibre non si separano dal legno, quindi filato, e infine scolorito con lisciva ricavata dalla cenere di legna, potassa fatta con le alghe, o calce. Migliorie nei macchinari per la coltivazione, la semina e la mietitura hanno aiutato materialmente i grandi coltivatori e, a un certo grado, anche i piccoli, ma i processi dal raccolto al filato sono grezzi, dispendiosi e devastanti per il fondo.
La canapa, la più forte di tutte le fibre vegetali, offre la maggior produzione per acro e richiede la minima attenzione. Essa non soltanto non richiede diserbatura, ma uccide tutte le erbacce e lascia il terreno in condizioni ottimali per il raccolto seguente. Ciò, a onta del suo valore monetario, ne fa un raccolto desiderabile da crescere. Riguardo il clima e la coltivazione, i suoi requisiti sono simili a quelli di lino e simili, dev'essere raccolta prima che sia troppo matura. Il periodo migliore è quando le foglie inferiori sul gambo appassiscono e i fiori spargono il loro polline.

Come per il lino, le fibre sono laddove i peduncoli delle foglie escono dal gambo, e sono fibre laminate tenute insieme dalla resina. Trattata chimicamente come il lino, la canapa produce una stupenda fibra, tanto simile al lino che è necessario un potente microscopio per distinguere la differenza -- e solo allora, perché nella canapa alcune estremità sono scisse. Inumidire qualche treccia di fibre e tenerla sospesa è l'unico modo per identificare definitivamente i due poiché, asciugando, il lino volgerà verso destra, o in senso orario, e la canapa verso sinistra, in senso anti-orario.

Prima [della I Guerra Mondiale], la Russia produceva 400.000 tonnellate di canapa, la quale veniva ancora tutta spezzata e cardata a mano. Oggi produce la metà di quel quantitativo e la tiene perlopiù per sé, così come fa l'Italia dalla quale importiamo moltissimo.

In questo Paese la canapa, piantata in ragione di uno staio per acro, rende circa tre tonnellate di fibra secca per acro. Dal 15 al 20 per cento di queste sono fibra, e dall'80 all'85 per cento è materiale legnoso. Il mercato in rapida espansione della cellulosa per le plastiche ci dà buoni motivi di credere che questo materiale finora scartato si rivelerà abbastanza redditizio da ripagare il raccolto, mantenendo il costo della fibra sufficientemente basso da competere con le 500.000 tonnellate di fibre dure che si importano annualmente.

Essendo la canapa da due a tre volte più forte di ogni altra fibra dura, molto meno peso è necessario per ottenere una buona proporzione tra il seminato e il prodotto finale.

Ad esempio, lo spago di sisal con una resistenza alla tensione di 40 libbre dà 450 piedi per libbra. Uno spago migliore fatto di canapa darebbe 1280 piedi per libbra. La canapa non va soggetta ai numerosi tipi di deterioramento delle fibre tropicali, e nessuna tra queste resiste altrettanto a lungo nell'acqua, dolce o salata.

Mentre la teoria nel passato era che il taglio dovesse avvenire quando il polline iniziava a volare, le piante con alcune delle migliori fibre lavorate dai coltivatori di canapa del Minnesota erano pesanti di semi. Questo punto dovrebbe essere affrontato il prima possibile, seminando qualche acro e raccogliendo il primo quarto quando il polline vola, il secondo e il terzo a una settimana o 10 giorni di distanza, e l'ultimo quando il seme è giunto a maturazione completa.
Questi quattro lotti dovrebbero esser mantenuti separati e la canapa cardata e processata separatamente per rilevare ogni differenza nella qualità e nella quantità della fibra e del seme.

Diversi tipi di macchinari sono disponibili in questo Paese per la mietitura della canapa. Una di queste venne fuori diversi anni fa dalla International Harvester Company. Di recente, i coltivatori di canapa del Middle West hanno riattato normali mietilegatrici per cereali a questo scopo. Queste modifiche non sono particolarmente costose, e sembra che le macchine prestino un servizio soddisfacente.

Il procedimento per eliminare la resina è analogo a quello del lino. I canapuli probabilmente offrono una resistenza leggermente superiore alla digestione (decomposizione chimica, N.d.t.). D'altro canto, si spezzano facilmente quando il processo di digestione è completato. E una fibra eccellente può, infine, essere ottenuta anche dalla canapa. Trattata con un procedimento chimico noto, la canapa può essere filata su macchine per pettinare cotone e lana, e ha più assorbenza e vestibilità del lino.

Sul mercato si trovano anche diversi tipi di macchine per cardare gli steli di canapa. Stabilimenti di cardatura attivi nel passato in Illinois e nel Wisconsin usavano un sistema consistente in una serie di otto paia di cuscinetti scanalati, attraverso i quali gli steli secchi venivano passati per spezzare le parti legnose. Da qui la fibra con i canapuli -hurds, come li chiamano- attaccati era trasferita da un operatore ad un convogliatore a catena infinita. Questo trasportava la fibra oltre due singoli rulli, forniti entrambi di lame battenti lungo la circonferenza, le quali estraevano i canapuli così come le fibre più corte della lunghezza dello stelo. La proporzione tra la fibra e la stoppa è del 50%. La stoppa o piccoli grovigli di fibre corte finiscono quindi in un pulitore vibrante che scuote via qualche altro frammento duro. Nel Minnesota e nell'Illinois, se n'è provato un altro tipo: questa macchina consiste di un piano di alimentazione sul quale gli steli sono posizionati in orizzontale. Un convogliatore a catena muove gli steli affinché siano afferrati da una clampa a catena che li trasporta fino alla metà del macchinario. Un paio di battitori simili a falciatrici accoppiate sono posizionate ad un angolo di °45 rispetto alla catena di alimentazione e spezzano gli steli di canapa sul bordo affilato di un piatto d'acciaio, essendo lo scopo dell'oggetto di spezzare la parte legnosa del gambo e separare i canapuli dalla fibra. Dall'altro lato, appena oltre la prima coppia di battitori-falciatrici c'è un'altra coppia, che è posizionata a 90° rispetto alla prima e rimuove i canapuli.

La prima clampa a catena trasferisce gli steli ad un'altra per scotolare le fibre; sfortunatamente, questo tipo di gramola produce ancor più stoppa del così detto Modello Wisconsin. Questa stoppa è difficile da ri-pulire poiché i canapuli sono spezzettati in lunghe schegge che aderiscono tenacemente alla fibra.

Un altro tipo ancora fa passare gli steli attraverso una serie di cuscinetti scanalati e graduati; questi spezzano le parti legnosi in frammenti lunghi circa 3 o 4 pollici, e la fibra passa poi in una serie di piatti (o lamiere; plates -N.d.t.) fessurati alternanti, in movimento tra piatti (id.) stazionari.

I frammenti appiccicati vengono rimossi dalla fibra che prosegue la corsa su un convogliatore verso la pressa imballatrice. Poiché non avviene alcuna battitura della fibra contro la venatura, questo tipo di gramola produce soltanto fibra di lino. La canapa viene quindi trattata con gli stessi metodi usati per il lino.

I produttori di vernici e lacche sono interessati all'olio di semi di canapa, che fornisce un buon agente essiccante. Quando si svilupperà il commercio del prodotto che ora viene scartato, la canapa si dimostrerà, sia per i coloni che per il pubblico, il più proficuo raccolto che si possa crescere, e potrà rendere indipendente dall'importazione gli opifici Americani.

Le recenti alluvioni e le tempeste di sabbia ci hanno dato un avvertimento contro la distruzione degli alberi da legname. Probabilmente, i prodotti finora scartati di lino e canapa possono soddisfare una buona parte di quel bisogno e specialmente nel campo della plastica, che sta crescendo a vista d'occhio.


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MessaggioTitolo: Re: La storia della canapa   Mar Nov 09, 2010 9:03 am




La Storia Della Canapa
Capitolo 4


Gli ultimi giorni della cannabis LEGALE



Come sappiamo, la rivoluzione industriale del XIX sec. fu una battuta d'arresto per la canapa nel commercio mondiale, a causa della scarsità di tecnologie per la mietitura e la frantumazione meccanica necessarie alla produzione di massa. Ma questa risorsa naturale era troppo preziosa per essere tenuta chiusa nel cassetto della Storia per molto tempo.

Nel 1916, Bolletino USDA 404 predisse che una macchina decorticatrice e mietitrice sarebbe stata messa a punto, e quella della canapa sarebbe tornata a essere la maggiore industria agricola in America. Nel 1938, riviste come Popular Mechanics e Mechanical Engineering presentavano a una nuova generazione di investitori dispositivi perfettamente funzionanti per la scotolatura; questo ci porta ad un altro pezzetto di storia. Grazie a queste macchine, entrambi i giornali prevedevano che la canapa sarebbe stata presto il raccolto numero uno in America!


Exploit nella fabbricazione della carta


Se la canapa fosse coltivata legalmente usando le tecnologie del XXI secolo, oggi il suo sarebbe il maggiore raccolto singolo degli USA e del mondo.

(Popular Mechanics Febbraio 1938; Mechanical Engineering, Febbraio 1938; Rapporti dello U.S. Department of Agriculture 1903, 1910, 1913.)

Di fatto, quando i due precedenti articoli furono scritti nel 1937, la canapa era ancora coltivabile lecitamente. E quelli che prevedevano miliardi di dollari nel nuovo business della canapa non avevano preso in considerazione gli introiti di medicinali, energia (carburanti) e cibo, che oggi darebbero un altro trillione di dollari annui alla nostra possibile economia "naturale" (comparata alla nostra attuale economia, sintetica ed ambientalmente problematica).
L'uso ricreativo del fumo aggiungerebbe un valore relativamente secondario a questo quadro.

La ragione precipua per la quale i giornali del 1938 prospettavano nuove entrate miliardarie era la canapa per "carta di polpa" (distinta dalla carta di fibra, o stracci). Un' altra erano le fibre, i semi e molti altri usi della polpa. Se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al 40/70% della carta di polpa, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta.

Questa notevole tecnica per la polpa di canapa fu ideata nel 1916 dal botanico Lyster Dewey, a capo dello U.S. Department of Agriculture e dal chimico Jason Merrill.

Tale procedimento, unito all'exploit della decorticatrice di G. W. Schlichten, brevettata nel '917, faceva della canapa una fonte di carta accessibile a meno della metà del costo della carta da polpa di alberi. I nuovi macchinari per la mietitura, assieme alla macchina di Schlichten riducevano il tempo di lavoro dell'uomo da 200/300 ore-per-acro a un paio d'ore.
Vent'anni dopo, il progresso tecnologico e la costruzione di nuove strade resero la canapa ancora più proficua; ma sfortunatamente a quel tempo le forze nemiche si erano alleate e agirono velocemente per sopprimere la coltivazione della canapa.

*V. Appendice I.


Un piano per salvare le foreste


Alcune piante di cannabis raggiungono regolarmente l'altezza di 20 piedi (mt.6 ca) o più, in una stagione. Il nuovo processo usava i canapuli, il 77% del peso dello stelo, che prima erano un sottoprodotto dell'operazione di scortecciamento per ottenere la fibra e venivano scartati.

Nel 1916, lo USDA Bulletin No. 404 scriveva che un acro di canapa, in una rotazione di oltre 20 anni, avrebbe prodotto tanta polpa da carta quanto 4,1 acri di bosco che fossero stati tagliati durante quei 20 anni. Questo metodo avrebbe impiegato da 1/4 a 1/7 dei dannosissimi prodotti chimici a base di zolfo usati per eliminare la collosa lignina che unisce le fibre alla polpa, o non ne avrebbe usati del tutto, sostituendoli con la soda, che è ricavata dalle ceneri. Tutta la lignina dev'essere eliminata, per poter ottenere la polpa. La polpa di canapa ha solo un 4-10% di lignina, mentre gli alberi ne hanno il 18-30%.
Il problema della contaminazione da diossina nei fiumi si evita con il procedimento della trasformazione della canapa in carta, che non richiede l'uso di candeggi clorati (necessari nella cartaria attuale), e utilizza il più innocuo perossido di idrogeno (acqua ossigenata, N.d.t.) per lo sbiancamento.

Dunque la canapa fornisce quattro volte più polpa e da quattro a sette volte meno inquinamento.

Come abbiamo visto, questo potenziale polpa/carta era subordinato all'invenzione e alla costruzione di nuovi macchinari per lo scortecciamento della canapa di nuova concezione. Questo avrebbe anche diminuita la domanda di legname e ridotti i costi per l'edilizia, mentre nel contempo avrebbe aiutato nella ri-ossigenazione planetaria. 1

Ad esempio: se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al fino al 70% della carta ottenuta dagli alberi, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta.

La carta di polpa composta del 60-100 per cento di canapuli è più resistente e più flessibile di quella ottenuta dalla polpa di legno d'albero. Produrre carta dagli alberi danneggia l'ambiente. Produrla dalla canapa, no.

(Dewey & Merrill, Bulletin #404, U.S.D.A., 1916; New Scientist, 1980; Kimberly Clark, dal suo gigantesco sussidiario in carta di canapa Francese De Mauduit, dal 1937 al 1984.)


Conservazione e Diminuzione delle Fonti


La riduzione della fonte di inquinamento, che proviene in genere dalla lavorazione di prodotti petrolchimici e derivati, è un conveniente metodo di controllo spesso invocato dagli ambientalisti.

Che la fonte inquinante siano i CFC (clorofuorocarburi) dei frigoriferi, degli spray, dei computer, oppure il trizio e il plutonio dei militari, o l'acido solforico delle cartiere, lo scopo rimane quello di ridurre la fonte.

Al supermarket, quando dobbiamo scegliere fra il sacchetto di carta o di plastica, dobbiamo affrontare un dilemma ambientale: la carta ottenuta dal taglio degli alberi, o la plastica prodotta con il carbonfossile e vari prodotti chimici? Con una terza opzione di scelta disponibile potremmo scegliere una carta durevole da una fonte annualmente rinnovabile - la carta di canapa.

I vantaggi ambientali di un raccolto di canapa annuale -lasciando le piante nel terreno!- per la cartaria, e la sostituzione di idrocarburi fossili come fonte energetica, sono divenuti cruciali per la riduzione di inquinamento alla fonte.


Una Cospirazione per Spazzare Via la Concorrenza Naturale


Alla metà degli anni '30, quando le nuove macchine che strappavano la fibra, lasciando intatta la polpa ricca di cellulosa, furono finalmente messe a punto, in vendita ed economicamente accessibili, gli immensi territori e gli affari conseguenti della Hearst Paper Manufacturing Division, Kimberly Clark di Saint Regis (USA)- e virtualmente di ogni proprietario di vivai d'alberi da legname, di cartiere e di giornali, rischiavano di perdere miliardi di dollari, e forse la bancarotta.

Nel 1937 la DuPont aveva brevettato un procedimento per ottenere la plastica dal petrolio e dal carbone, e un'altro brevetto per ottenere la carta dal legname con l'uso di solfati e solfiti. Secondo gli archivi della DuPont e gli storici*, questi procedimenti avrebbero occupato più dell'ottanta per cento dei carichi ferroviari della compagnia per i seguenti 60 anni, fino agli anni '90.

*Ricerche dell'autore e colloqui con la DuPont, 1985-1996.

Se la canapa non fosse stata dichiarata illegale, l'80% degli affari della DuPont non si sarebbero mai concretizzati, e la stragrande maggioranza dell'inquinamento che ha avvelenato i fiumi dal Nord-Ovest al Sud-Est (degli USA, ma non solo, N.d.t.) non sarebbe mai esistito.

In un mercato libero, la canapa avrebbe salvato la maggior parte delle famiglie di coloni Americani e probabilmente il loro numero sarebbe aumentato, malgrado la Grande Depressione degli anni '30.

Ma la competizione contro la carta "pro-ambiente" di canapa e la plastica naturale avrebbe messo a repentaglio i progetti lucrativi di Hearst, della DuPont e del suo sostenitore finanziario, Andrew Mellon, della Mellon Bank di Pittsburgh.


"Riorganizzazione Sociale"


Si tenne una serie di riunioni segrete. Nel 1931 Mellon, in quanto Segretario del Tesoro di Hoover, designò il suo futuro genero Harry J. Anslinger, come capo del ri-organizzato Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs (FBNDD), carica che mantenne nei successivi 31 anni.

Questi baroni dell'industria e finanzieri sapevano che i macchinari per mietere, imballare, decorticare (...) e trasformare la canapa in carta sarebbero stati resi disponibili alla metà degli anni '30. La canapa se ne doveva andare.

Nell'Annual Report DuPont del 1937, rivolta ai suoi azionisti, la compagnia esortava a investire continuamente nei suoi nuovi -ma non prontamente accettati- prodotti di sintesi petrolchimici. DuPont prevedeva “cambiamenti radicali” dovuti al “potere crescente delle entrate del Governo... Convertito in uno strumento per l'accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale.”*

*(Annale della DuPont Company, 1937)

In The Marijuana Conviction (University of Virginia Press, 1974), Richard Bonnie e Charles Whitebread II descrivono il procedimento nel dettaglio:

“Nell'autunno del 1936, Herman Oliphant (consulente generale del Dipartimento del Tesoro) aveva deciso di impiegare il potere delle tasse [del governo federale], ma con uno statuto disegnato sulla falsa riga del National Firearms Act (il decreto legge sulle armi da fuoco, N.d.t.) che non aveva nulla a che vedere con il Decreto Harrison del 1914 [sui narcotici]. Oliphant stesso fu incaricato del progetto legislativo. Aslinger mosse il suo esercito per rigirare la sua campagna contro Washington.

“Il punto di partenza della proposta per la tassazione della marijuana è il principio delle imposte proibitive. Con il Decreto Harrison in vigore, un utente non-medico non poteva comprare o possedere legittimamente narcotici. Per i dissidenti, dopo la decisione della Corte Suprema di sostenere il decreto, questo dimostrava chiaramente che la motivazione del Congresso era di impedire una certa condotta, piuttosto che di aumentare le entrate fiscali.
Così nel National Firearms Act, ideato per proibire il traffico di armi automatiche, il Congressso "permetteva" a chiunque di comprare un mitragliatore, ma per farlo doveva pagare una tassa di trasporto* di $200, ed eseguire l'acquisto con una cedola di commissione.

“Il Firearms Act, passato nel Giugno 1934, fu il primo decreto a nascondere i motivi del Congresso dietro una tassazione proibitiva. La Corte Suprema sostenne all'unanimità la legge anti-mitra, il 29 Marzo 1937. Oliphant senza dubbio aveva aspettato quella decisione della Corte, e il Dipartimento del Tesoro presentò la sua Tassa sulla Marijuana due settimane dopo, il 14 Aprile 1937.

Quindi la decisione di DuPont** di investire nelle nuove tecnologie basate su “l'accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale” aveva senso.

*Circa $5,000 in dollari del 1998 .

** E' interessante notare che il 29 Aprile 1937, due settimane dopo la presentazione del Marihuana Tax Act, il più importante scienziato della DuPont, Wallace Hume Carothers, inventore del Nylon, il chimico organico numero uno nel mondo, si suicidò bevendo cianuro. Carothers morì a 41 anni...

La Vera Motivazione


Si fece allusione ai progetti della DuPont durante le udienze del 1937 di Matt Rens, della Rens Hemp Company:

M. Rens: Una simile tassazione sbatterebbe fuori dal business della canapa tutti i piccoli coltivatori, e il numero dei piccoli coltivatori è considerevole... Il vero scopo di questa tassa non è quello di far soldi, vero?

Senatore Brown: Beh, noi ci atteniamo all'idea che lo sia.

M. Rens: Costerà un milione.

Senatore Brown: Grazie. (Testimone congedato.)


Hearst, e le sue Odiose e Isteriche Bugie


La preoccupazione per gli effetti del fumo di canapa aveva già condotto a due grandi studi voluti dal Governo. Il governatore Britannico dell'India rilasciò il rapporto della Indian Hemp Drugs Commission nel 1893-1894, sui fumatori accaniti di bhang nel subcontinente.

E negli anni '30 il governo U.S.A. finanziò la Commissione Siler per gli studi sugli effetti ricreativi del fumo di marijuana sul personale Americano di servizio a Panama.
Entrambi i rapporti conclusero che la marijuana non era un problema, e raccomandavano che nessuna sanzione penale fosse applicata contro il suo uso.

All'inizio del 1937, l'Assistente Chirurgo Generale Walter Treadway disse alla Cannabis Advisory Subcommittee of the League of Nations (Sottocomitato Consultivo per la Cannabis alla Lega delle Nazioni) che “Può essere assunta per un tempo relativamente lungo senza grave danno sociale o emozionale. La marihuana è un vizio …così come … lo zucchero e il caffè.”

Ma altre forze erano al lavoro. La furia bellica che portò alla Guerra Ispano-Americana del 1898 fu attizzata da William Randolph Hearst attraverso la sua catena di giornali in tutta America, e segnò l'inizio del “yellow journalism”* come arma dei politici Americani.

*Il Webster’s Dictionary definisce “yellow journalism” l'uso di metodi senza scrupoli e di sensazionalismo a buon mercato da parte dei quotidiani e altri media per attrarre o influenzare i lettori.

Negli anni 20 e 30, i giornali di Hearst inventarono deliberatamente una nuova minaccia per l'America, e una nuova campagna di "yellow journalism” per bandire legalmente la canapa . Ad es., la storia di un incidente stradale in cui una "sigaretta di marijuana" era stata ritrovata sul luogo avrebbe dominato nei titoli per settimane, mentre gli incidenti dovuti all'alcool (che superavano quelli dovuti alla marijuana di 10.000:1) occupavano poche righe.


Bigotteria Sfacciata


A partire dalla Guerra Ispano-Americana del 1898, i giornali di Hearst avevano sempre infamato Spagnoli, Messicani-Americani e Latini.

Dopo il sequestro di 800.000 acri di pregiato legname di Hearst in Messico, da parte dei "fumatori di marijuana" dell'esercito di Pancho Villa,* queste calunnie si intensificarono.

*La canzone “La Cucaracha” parla di uno degli uomini di Villa in cerca di “marijuana por fumar!”

Senza tregua, per i seguenti tre decenni, Hearst dipinse la figura del Messicano pigro e spipazzatore d'erba, che è ancora uno dei nostri più insidiosi pregiudizi. Simultaneamente, egli portò avanti una campagna razzista e diffamatoria nei confronti dei cinesi, a cui si riferiva con il nome di "Pericolo Giallo".

Dal 1910 al 1920, sui quotidiani di Hearst si leggeva che la maggior parte dei casi in cui dei neri avrebbero stuprato delle donne bianche, potevano essere imputati direttamente alla cocaina.
Questo continuò per dieci anni, finché Hearst decise che non erano più “cocaine-crazed negroes” (negri resi pazzi dalla cocaina) che stupravano le donne bianche, ma “marijuana-crazed negroes”.

(Quelli di) Hearst e altri tabloids sensazionalistici usavano titoli isterici per storie che ritraevano “negroes” e Messicani come bestie deliranti che, sotto l'effetto della marijuana, suonavano la satanica musica “voodoo” anti-bianchi (il jazz) ed erano descritti come irriverenti e "depravati" ai lettori, prevalentemente bianchi. Altri crimini vergognosi in questa “ondata criminale” indotta dalla droga comprendevano: calpestare le ombre dei bianchi, guardare i bianchi direttamente negli occhi per tre secondi o più, guardare per due volte una donna bianca, ridere di un bianco, etc. Per simili “delitti” centinaia di migliaia di Messicani e neri hanno passato, in totale, milioni di anni in galere e prigioni e ai lavori forzati, in condizioni di segregazione brutali che rimasero in vigore in tutti gli USA fino agli anni '50 e '60. Hearst, attraverso il suo uso persuasivo e ripetitivo, martellò l'oscuro termine gergale Messicano “marijuana” nelle menti degli anglofoni Americani.

Nel frattempo, la parola “hemp” (canapa, N.d.t.) fu abbandonata, e “cannabis,” il termine scientifico, ignorato e sepolto.

Il vocabolo Spagnolo per canapa è “cáñamo.” Ma l'espressione colloquiale Messicana “Sonorana” - marijuana, spesso Americanizzata come “marihuana” - garantiva che in pochi l'avrebbero riconosciuta come una delle principali medicazioni naturali, la “cannabis,” e in quanto alla risorsa industriale primaria, “hemp”, essa era stata cancellata dal linguaggio comune.

Questo stesso soggetto, della marijuana che porta agli incidenti stradali, fu marchiato a fuoco nelle menti degli Americani, reiterato all'infinito nei tardi anni '30, mostrando i titoli di incidenti d'auto anche nei film come “Reefer Madness” (lett. follìa da erba) e “Marijuana - Assassin of Youth.” (lett. "marijuana - assassina della gioventù)


La Proibitiva Tassa sulla Marijuana


Durante le riunioni segrete al Dipartimento del Tesoro tenutesi tra il 1935 e il 1937, si abbozzò l'idea delle tasse proibitive e si macchinarono delle nuove strategie. La “marijuana” non era ancora del tutto proibita; la legge parlava di una "imposta occupazionale indiretta sulla fornitura, e una imposta sul trasporto commerciale di marijuana.”

Gli importatori, i fabbricanti, i venditori e i distributori erano costretti a registrarsi al Segretariato del Tesoro e a pagare una sanzione occupazionale. I trasporti erano tassati di $1 per oncia; $100 per oncia se il venditore non era registrato. La nuova tassa raddoppiava il prezzo della "droga grezza" legale, la cannabis, che all'epoca era venduta a un dollaro l'oncia.2 Era l'anno 1937. Lo Stato di New York aveva esattamente 1 agente della narcotici.*

*New York attualmente ha un network composto da migliaia di agenti della narcotici, spie e informatori pagati - e ha una capacità detentiva 20 che è volte quella del '37, malgrado la popolazione dello Stato sia soltanto raddoppiata da allora.

Dopo la decisione della Corte Suprema, del 29 Marzo 1937, che segnava la proibizione delle armi automatiche attraverso la tassazione, Herman Oliphant fece la sua mossa. Il 14 Aprile 1937 presentò la sua legge direttamente alla Camera dei Rappresentanti (House of Representatives) attraverso il Comitato “Modi e Maniere” (Ways and Means Committee)** , invece di sottoporla agli opportuni comitati, come quello per cibi e droghe, agricoltura, tessile, commercio, etc.

Il motivo potrebbe essere stato che soltanto il Comitato “Ways and Means ” avrebbe potuto spedire la sua legge direttamente nella buca della House senza divenire oggetto di dibattito per altri Comitati. Il presidente del Ways and Means Committee Robert L. Doughton,* un alleato chiave di DuPont, approvaò incondizionatamente e prontamente la proposta di legge segreta, e la spedì attraverso il Congresso al Presidente.

*Jerry Colby , The DuPont Dynasties, Lyle Stewart, 1984.

** La commissione parlamentare incaricata di decidere come impiegare i fondi a disposizione del parlamento U.S.A., N.d.t.


“Nessuno ha mai consultato la American Medical Association?”


In ogni caso, malgrado le udienze pilotate del Comitato, molti testimoni esperti si opposero al passaggio di queste leggi fiscali insolite.

Il Dr. William C. Woodward, ad esempio, che fu medico e avvocato della American Medical Association, testimoniò come portavoce della Associazione stessa.

Egli disse, in effetti, che tutte le deposizioni federali erano sensazionalismo da tabloid! Che nessun vero testimone era stato ascoltato! Che questa legge, promossa nell'ignoranza, poteva negare al mondo una potenziale medicina, specialmente ora che il mondo medico era sul punto di scoprire quali componenti della cannabis erano attivi.

Woodward disse al comitato che l'unico motivo per cui la AMA non si era fatta sentire prima contro la tassazione sulla marijuana era che questa era stata descritta per 20 anni dalla stampa come “killer weed from Mexico” (erbaccia assassina dal Messico).

I dottori della AMA avevano preso coscienza soltanto “due giorni prima” di questa udienza della primavera '37, che la pianta che il Congresso intendeva mettere fuori legge era conosciuta dalla medicina come cannabis, una sostanza benefica usata in America in piena sicurezza per svariate patologie, da più di cent'anni.

“Noi ancora non riusciamo a comprendere, Signor Presidente,” protestò Woodward, “Perché abbiate dovuta preparare questa proposta di legge in segretezza per due anni, senza nessuna dichiarazione più o meno formale, nemmeno alla Categoria, sul fatto che venisse preparata.” Egli, e tutta la AMA* furono prontamente denunciati da Anslinger e dall'intero Comitato Congressionale, e poi perdonati a malincuore.3

* La AMA e la Amministrazione Roosevelt erano grandi antagonisti nel 1937.

Quando la proposta di legge del Marijuana Tax Act arrivò ad essere discussa e votata al Congresso, soltanto una domanda pertinente fu posta: “Nessuno si è consultato con la AMA per avere la loro opinione?” Vinson, il rappresentante e portavoce del Comitato Modi e Maniere rispose “Sì, lo abbiamo fatto. Un certo Dr. Wharton [errata dizione di Woodward?] e [la AMA] sono completamente d'accordo!”

Con questa clamorosa bugia il disegno passò, e divenne legge nel Dicembre 1937. Furono create forze di polizia Federale e di Stato, che avrebbero incarcerato centinaia di migliaia di Americani, accumulando su di loro altri 16 milioni di anni buttati in galere e prigioni -e contribuendo anche alla loro morte- in favore delle industrie venefiche e inquinanti, del corpo delle guardie carcerarie, e per sostenere la politica di odio razziale di qualche politico bianco.

(Tod Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers, 1972; Larry Sloman, Reefer Madness, Grove Press, 1979; Alfred Lind smith, The Addict and the Law, Indiana U. Press; Bonnie & Whitebread, The Marijuana Conviction, University of Virginia Press; Atti congressuali degli U.S.A.; etC.)


Qualcun altro si decide a parlare


Ad opporsi con tutte le sue energie contro il Decreto fu anche il National Oil Seed Institute, che rappresentava i produttori di lubricanti meccanici di alta qualità e di vernici.
Parlando al Comitato nel 1937, il suo consigliere generale Ralph Loziers, testimoniò eloquentemente sull'olio di canapa che stava, di fatto, per essere proibito:

“Fonti attendibili riportano che in Oriente almeno 200 milioni di persone usano questa droga; e consideriamo che per centinaia, o forse migliaia di anni praticamente questa gente ha usato questa droga. E' significativo che in Asia e dovunque in Oriente, dove la povertà è in ogni angolo e la gente approfitta di tutte le risorse vegetali che una natura munifica ha donato loro - è significativo che nessuno di questi 200 milioni, mai, dall'alba della civilizzazione, sia stato trovato ad usare il seme o l'olio di questa pianta come droga.

“Ora, se ci fosse un qualsiasi qualità, o principio deleteri, nel seme o nell'olio, sarebbe ragionevole supporre che questi Orientali, che nella loro miseria avrebbero qualcosa con cui soddisfare i loro desideri morbosi, li avrebbero scoperti...

“Con il permesso del Comitato, il seme di canapa, o seme di cannabis sativa, è utilizzato in tutte le nazioni Orientali e in parte della Russia come cibo. Viene coltivato nei loro campi e usato come una farina d'avena. Milioni di persone ogni giorno usano i semi di canapa come cibo, in Oriente. Lo fanno da molte generazioni, specialmente nei periodi di carestia... Il punto è questo - che questa legge è troppo inclusiva. Questa legge è una misura che circonda il mondo. Questa legge comporta conseguenze - l'affossamento di questa grande industria sotto la supervisione di una agenzia governativa - che possono significare la sua soppressione. L'anno scorso si sono importate negli USA 62.813.000 libbre di semi di canapa. Nel 1935 se ne importarono 116 milioni…”


Proteggere Interessi Speciali


Come asseriva il Dr. Woodward dell'AMA, le deposizioni governative rilasciate al Congresso nel 1937, in effetti, consistevano quasi interamente di articoli di giornali sensazionalisti e razzisti come quelli di Hearst e altri, letti ad alta voce da Harry J. Anslinger,* direttore del Federal Bureau of Narcotics (FBN). (L'agenzia governativa poi evoluta nel Drug Enforcement Administration [DEA]).

*Harry J. Anslinger fu direttore del nuovo Federal Bureau of Narcotics dalla sua istituzione nel 1931 per i successivi 31 anni, e fu costretto al pensionamento solo nel in 1962 dal Presidente John F. Kennedy dopo che Anslinger aveva cercato di censurare le pubblicazioni del Professor Alfred Lindesmith (The Addict and the Law, Washington Post, 1961) e di ricattare e perseguitare il suo datore di lavoro, la Indiana University. Per i suoi commenti razzisti Anslinger era finito sotto l'attacco del senatore della Pennsylvania Joseph Guffey, per aver scritto cose come "negri rossicci" nelle lettere che circolavano nel suo dipartimento, con l'intestazione della F.B.N.

Fino al 1931, Anslinger fu Assistente dello U.S. Commissioner for Prohibition (Commissione nazionale per la proibizione). Anslinger, ricordiamo, fu scelto come capo del nuovo Bureau of Narcotics da suo suocero Andrew Mellon, Segretario del Tesoro sotto la presidenza di Herbert Hoover. Lo stesso Andrew Mellon era anche il proprietario e il maggiore azionista della sesta banca (nel 1937) degli USA, la Mellon Bank di Pittsburgh, e uno dei due soli banchieri (che abbia mai mutuato capitali) per la DuPont* dal 1928 a oggi.

*La DuPont ha avuto prestiti soltanto da due banche nei suoi 190 anni di storia, il primo per ottenere il controlllo della General Motors negli anni '20. La sua attività bancaria è la più prestigiosa del mondo finanziario.

Nel 1937, Anslinger depose dinanzi al Congresso dicendo “La marijuana è la droga che ha causato più violenze nella storia dell'umanità”

Questo, assieme ad alcune affermazioni e convinzioni oltraggiosamente razziste, fu detto ad un comitato commissionale perlopiù "sudista" e oggi risulta imbarazzante da leggere nella sua interezza.

Ad es., Anslinger teneva un “gore file”* selezionato quasi interamente da Hearst e altri giornali scandalistici, - e.g., storie di axe murders**, dove uno dei partecipanti avrebbe fumato un joint quattro giorni prima di commettere il delitto.

Anslinger impose al Congresso come una realtà di fatto che circa il 50% di tutti i crimini violenti commessi negli USA erano opera di Spagnoli, Messicani-Americani, Latino Americani, Filippini, Afro-Americani e Greci, e che tutti i loro delitti erano direttamente relazionati alla marijuana.

(Dalla documentazione personale di Anslinger donata alla Pennsylvania State University, ref.: Li Cata Murders, etc.)

Gli studiosi che hanno ricostruito scrupolosamente i fatti ritengono che nessuno dei “Marijuana Gore Files” di Aslinger sia riferito a episodi reali.4

* Il sostantivo gore (verbo incornare) significa "sangue denso scaturito da una ferita, in part. nelle situazioni violente" (Oxford Genie) ed è noto agli appassionati di film horror particolarmente sanguinosi, classificati con questa etichetta che come tale è conosciuta anche in Italia; indica in generale ciò che da noi è riassunto nell'espressione "fatto di sangue". Data la particolarità dell'espressione si è preferito lasciarla invariata -- ("file" è altrettanto noto da noi grazie alla TV, e viene in genere tradotto come "incartamento", "cartella" o "documento d'archivio", anche se paradossalmente è più diffuso il francese dossier) -- N.d.t.

** Axe murders, un classico della "stampa sensazionalistica" Americana fin oltre la metà del secolo, sono letteralmente gli omicidi commessi con un'ascia; sono perlopiù leggende metropolitane ante-litteram basate su delitti estremamente cruenti, e la loro importanza nell'immaginario collettivo Americano si può evincere dalla loro presenza nei mass-media di ogni tempo (un esempio è quello del film "Paper Moon", girato negli anni '70, ma basato su un romanzo degli anni '20, dove una cameriera -ovviamente di colore- racconta di un orrendo axe murder alla piccola protagonista)


Bugie che portano a bugie

In realtà le statistiche del FBI, che Anslinger non si prese il disturbo di leggere, dimostravano che almeno il 65-75% di tutti gli omicidi negli USA erano - e sono ancora - in relazione con l'alcool.
Come esempio delle sue dichiarazioni razziste, Anslinger leggeva durante le sue deposizioni congressionali (senza obiezioni) storie di "colorati" con grandi labbra, che adescavano le donne bianche con la musica jazz e la marijuana. Lesse di due studenti neri della Università del Minnesota che avevano fatto questo ad una studentessa bianca, “con l'esito di una gravidanza”. Il membro del Congresso del 1937 restò senza fiato sentendo questo, e che questa droga apparentemente induceva le donne bianche a toccare o anche a guardare un “negro.”

Virtualmente nessuno in America, a parte una manciata di ricchi industriali e i loro poliziotti corrotti, sapevano che la loro potenziale concorrenza - la canapa - stava per essere messa al bando con il nome di “marijuana.”

Proprio così : la marijuana fu molto verosimilmente soltanto un pretesto per la proibizione della canapa e la repressione economica.

Le acque furono ancor più intorbidite dalla confusione della marijuana con il “loco weed” (Jimson Weed). La situazione non fu mai chiarita dalla stampa, che continuò con la disinformazione fino agli anni '60 del 900.

All'alba degli anni '90, il più stravagante e ridicolo attacco alla canapa attirò l'attenzione mediatica nazionale, quando si pubblicò una ricerca ampiamente riportata da riviste sulla salute* del 1989 la quale concludeva che i fumatori di marijuana aumentano di mezza libbra (ca 220 g.) di peso al giorno. Oggi, nel 2007, cercano di far dimenticare l'episodio.

*American Health, Luglio/Agosto 1989.

Nel frattempo, serie discussioni sulla salute, sulle libertà civili e sugli aspetti economici della canapa sono spesso accantonate essendo considerate come “scuse per poter fumare l'erba” - come se la gente avesse bisogno di una scusa per asserire dei fatti su qualsiasi argomento.

Dobbiamo riconoscere che, come tattica, quella di mentire al pubblico sulla natura benefica della canapa, e di confonderlo grazie alla sua relazione con la “marijuana”, è stata un vero successo.

Fonti:

1. Dewey & Merrill, Bulletin 404, US Department of Agriculture 1916; „Billion-Dollar Crop,” su Popular Mechanics, 1938; U.S. Agricultural Indexes, dal 1916 al 1982; New Scientist, 13 November 1980.
2. Uelmen & Haddox, Drug Abuse and the Law, 1974.
3. Richard Bonnie & Charles Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974; Deposizioni Congressuali del 1937 (riportate integralm. in Appendice); etC.
4. Larry Sloman; Reefer Madness, 1979; Bonnie and Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974.


Fibre Sintetiche
L'Alternativa Tossica alle Fibre Naturali


Gli anni a cavallo tra il '920 e il '930 videro una continua consolidazione del potere nelle mani di poche grandi compagnie produttrici di acciaio, petrolio e prodotti chimici (armi). Il governo federale degli USA mise la maggior parte della produzione tessile per uso domestico nelle mani del suo principale fornitore di armi, la DuPont.

Il procedimento di trasformazione della cellulosa in esplosivo è molto simile al processo per nitrare la cellulosa delle fibre sintetiche e della plastica. Il rayon, la prima fibra sintetica, è semplice nitrocellulosa - l'esplosivo di base del 19mo secolo - stabilizzata.

“Le plastiche sintetiche trovano impiego nella fabbricazione di una vasta gamma di articoli, dei quali molti nel passato erano prodotti con materie naturali,” ci illumina Lammot DuPont (Popular Mechanics, Giugno 1939).

“Considerando le nostre risorse naturali,” continua il presidente della DuPont, “la chimica ci ha aiutati nella loro conservazione, con lo sviluppo di prodotti sintetici per integrare o sostituire del tutto i prodotti naturali.”

Gli scienziati della DuPont erano i migliori ricercatori del mondo nel processo di trasformazione della cellulosa nitrata e trasformavano infatti la maggior parte della cellulosa dell'epoca.

Un articolo sul Popular Mechanics del febbraio 1938 afferma che “Migliaia di tonnellate di canapuli sono utilizzati ogni anno da una grande fabbrica di polvere pirica per la produzione di dinamite e TNT.” La Storia ci insegna che la DuPont aveva monopolizzato il mercato degli esplosivi comprando e consolidando le fabbriche minori alla fine dell'800. Nel 1902 controllava i due terzi della produzione industriale.

Erano i più grandi produttori di polvere da sparo, e fornivano il 40% del munizionamento agli alleati della II Guerra Mondiale. In quanto specialisti in fibre e cellulosa, i chimici della DuPont conoscevano il vero valore della canapa meglio di chiunque altro. Il pregio della canapa infatti va molto oltre quello delle fibre di lino; benché siano molto apprezzate per linerie, tendaggi, reti e cordami, queste fibre lunghe sono soltanto il 20% del peso dello stelo di canapa. Il 77% per cento della canapa è cellulosa, e questa è la più ricca, e pulita fonte di cellulosa (fibra) per plastica, carta o anche rayon.

Questo libro mostra chiaramente che il governo federale -attraverso il decreto per la tassazione della marijuana - permetteva a questi fabbricanti d'armi di fornire fibre sintetiche per uso domestico senza alcuna concorrenza. La prova di una cospirazione perfettamente riuscita tra queste aziende e il governo è semplicemente questa: nel 1997 la DuPont era ancora la maggiore produttrice di fibre sintetiche negli USA, mentre nessun cittadino Americano ha coltivato legalmente un solo acro di canapa per uso tessile in oltre 60 anni (tranne che nel periodo della II Guerra Mondiale).

Un quantitativo quasi illimitato di fibre naturali e cellulosa sarebbe stato accessibile ai coloni lo stesso anno in cui la DuPont brevettò il Nylon e il procedimento altamente tossico per la trasformazione della polpa di legno. Tutto il valore potenziale della canapa andò perduto.

Le plastiche base del primo '900 erano nitrati di cellulosa, direttamente imparentato con i prodotti bellici della DuPont. Celluloide, acetato e rayon erano le plastiche di quell'epoca, e la canapa era ben conosciuta dagli specialisti in cellulosa come la fonte primaria da usare in questa industria. Nel mondo intero, la materia prima per fare plastica, rayon e carta poteva essere fornita dalla canapa.

La fibra di Nylon fu svilluppata tra il 1926 e il 1937 dal noto chimico di Harvard Wallace Carothers, sulla base di brevetti Tedeschi. Questi poliammidi sono fibre lunghe basate sull'imitazione di prodotti naturali. Carothers, grazie a un programma di ricerca illimitato garantito dalla DuPont, fece uno studio esauriente delle fibre naturali delle fibre di cellulosa. Duplicò le fibre naturali nel suo laboratorio e creò così i poliammidi.
(Curiosamente, Wallace Carothers commise suicidio nell' Aprile del 1937, due settimane dopo l'udienza del Comitato Modi e Maniere sulla cannabis che avrebbe portato infine alla sua proibizione)

Catrame minerale e prodotti chimici basati sul petrolio vennero utilizzati; svariate apparecchiature, filiere e procedimenti industriali vennero brevettati. Questo nuovo tipo di tessile, il Nylon, doveva essere controllato dalla materia prima -il carbonfossile- al prodotto finito: un prodotto chimico brevettato. L'industria chimica centralizzò la produzione e i profitti della nuova “miracolosa” fibra. L'avvento del Nylon, l'introduzione di macchinari per separare la fibra su scala industriale, e la legge che rendeva "marijuana" illegale la canapa, avvennero simultaneamente.

Le nuove fibre sintetiche possono essere descritte come materiale bellico. Il processo della produzione della fibra avviene in grandi fabbriche con grandi ciminiere, dove si usano sostanze chimiche pericolose, e non ha niente a che fare con lo strapparla dalle abbondanti risorse naturali.

Proveniendo da una storia fatta di esplosivi e munizioni, i vecchi "impianti di tintura chimica" producono oggi maglieria, finto lino, finta tela, vernici di lattice e tappeti sintetici. Fabbriche altamente inquinanti sfornano imitazioni di pelle e di legno e rivestimenti vari , mentre un dono della natura rimane proibito dalla legge.

La fibra-modello nella Storia mondiale, il raccolto tradizionale Americano, la canapa, potrebbe fornire tutta la carta e il tessile, ed essere la fonte primaria di cellulosa. Le Fabbriche della Guerra – DuPont, Allied Chemical, Monsanto, etc. - sono protette contro la concorrenza, dalle leggi sulla marijuana. Essi fanno letteralmente la guerra, a spese della natura e dei contadini.

Di Shan Clark

Fonti:

Encyclopedia of Textiles, 3a Ediz degli editori dell' American Fabrics and Fashions Magazine, William C. Legal, Publisher Prentice-Hall, Inc., Englewood Cliffs, NJ, 1980; The Emergence of Industrial America Strategic Factors in American Economic Growth Since 1870, Peter George State University, NY; DuPont (una biografia aziendale pubblicata periodicamente da E.I. DuPont De Nemours and Co., Inc., Wilmington, DE.; The Blasting Handbook, E.I. DuPont De Nemours & Co., Inc., Wilmington, DE; Mechanical Engineering Magazine, Feb. 1938; Popular Mechanics, Feb. 1938; Journal of Applied Polymer Science, Vol. 47, 1984; Polyamides, the Chemistry of Long Molecules (autore ignoto); brevetto U.S. Patent #2,071,250 (16.2.1937), W.H. Carothers; DuPont Dynasties, Jerry Colby; The American Peoples Encyclopedia, the Sponsor Press, Chicago, 1953.


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