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 L'Antologia di Spoon River, la città dei fantsmi

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AutoreMessaggio
Dark Goblin
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MessaggioTitolo: L'Antologia di Spoon River, la città dei fantsmi   Sab Feb 28, 2009 7:19 pm

Ragazzi se vi capita date un occhiata a questo splendido libro, l'antologia di Spoon River appunto, ecco qualcosa per saperne di più...

Edgar Lee Masters (Kansas 1869 - Chicago 1950) è considerato oggi tra i maggiori poeti americani del Novecento.
Inizialmente l' "Antologia di Spoon River" fu pubblicata sotto forma di singoli epitaffi sul "Redy's Mirror" nel 1914 e successivamente come antologia di poesie. Il successo fu talmente grande che E. L. Masters abbandonò la professione di avvocato per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e alla poesia.
Ma così veloce fu il successo, quanto velocemente fu dimenticato.

L' "Antologia di Spoon River" può considerarsi un trattato sociale della storia americana: in esso sono contenute e spiegate le svariate vite familiari di quel periodo, le storie d'amore, i problemi di lavoro, la guerra.
Un paesino normale, Spoon River.
Forse.
Se non fosse che i personaggi sono fantasmi, ormai morti da tempo, e sepolti con tanto di lapide (chi poteva permettersela) in un cimitero del Midwest.
Ognuno di questi personaggi racconta la propria storia, i propri vissuti, in maniera semplicissima, così come si racconterebbe un avvenimento fra amici.
Masters, in questi epitaffi, si ispirò nel raccontare agli abitanti di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield, tanto da suscitare l'indignazione di alcuni di essi ancora vivi.
Fra le righe di questi spezzoni di monologhi trapela un atto d'accusa contro lo stile di vita americano, contro il consumismo, contro l'ipocrisia, ma anche la voglia di capire, di avvicinarsi almeno un po' alla luce, non necessariamente impersonata da Dio.
Il bello è che i personaggi, essendo morti, non hanno nessuna paura nel raccontare i fatti per come sono realmente accaduti, con sincerità.

Tecnicamente l'antologia si presenta anche di facile lettura: non è un'antologia composta da capitoli, ma di brevi monologhi con a titolo nome e cognome del personaggio che in quel momento "parla". Ma non per questo si può pensare che non ci sia una linea temporale o una continuità della storia. Infatti le vite, i racconti si intersecano l'uno con l'altro, a distanza di pagine, anche, creando un continuum fra morti che eran vivi e vivi che moriranno.

La pubblicazione in Italia dell'antologia fu a dir poco un caso. Infatti fu tradotta per la prima volta dall'adolescente Fernanda Pivano nel periodo fascista, periodo che impediva l'espressione delle idee libertarie. Cesare Pavese, che aveva prestato il libro alla Pivano per farle comprendere la differenza della letteratura Inglese da quella Americana, vide la traduzione e convinse la Einaudi a pubblicarlo col titolo "Antologia di S. River", spacciandolo così per una raccolta di pensieri di un improbabile San River.

Un altro legame con l'Italia dei giorni nostri è l'album di Fabrizio De Andrè, che pubblicò col titolo di "Non al denaro, non all'amore nè al cielo" (1971), dove il cantautore scelse nove dei 244 personaggi, trasformando le loro storie in canzoni. Così avremo "Un giudice", "Un matto", "Un medico" e via così, trovandoci di fronte ai personaggi di Masters, rivisitati da De Andrè in base alla condizione sociale degli anni settanta.
Fletcher McGee
"Mi prese la forza minuto per minuto,
mi prese la vita ora per ora,
mi prosciugò come una luna accesa dalla febbre
essicca il mondo nel suo giro.
I giorni passavano come ombre,
i minuti rotavano come stelle.
Mi prese la pietà dal cuore, e la tramutò in sorrisi.
Era un pugno di creta da scultore,
e i miei pensieri segreti erano dita:
volavano dietro la sua fronte pensosa
e la solcavano in profondo con la pena.
Fissarono le sue labbra; afflosciarono le sue gote,
abbassarono i suoi occhi col dolore.
La mia anima aveva penetrato la creta,
lottando come sette demoni.
Non era mia, non era sua;
lei la teneva, ma queste lotte
plasmarono un viso che lei odiava,
e un viso ch'io temevo di vedere.
Colpii le finestre, scossi i paletti.
Mi nascosi in un angolo -
E poi lei morì e mi perseguitò col suo spettro,
e mi perseguitò finché non fui morto."



Per farmi fuori miei cari ci vogliono sicari sicuri, loschi figuri, temerari miei pari...
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Nani4ever
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MessaggioTitolo: Re: L'Antologia di Spoon River, la città dei fantsmi   Sab Feb 28, 2009 11:51 pm

letti alcuni epitaffi come
george gray
e non avevo genio.

molto belli
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L'Antologia di Spoon River, la città dei fantsmi
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