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 Recensione: Ghost In The Shell

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AutoreMessaggio
Yakumo-dono
Veggente di Zendra
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Età : 30
Località : Yamato
Messaggi : 5413

MessaggioTitolo: Recensione: Ghost In The Shell   Lun Mar 02, 2009 8:04 pm

Ecco a voi la prima di una serie di recensioni su manga di vario genere e livello che spererei di poter rilasciare ai lettori di Zendra, con l'intento dichiarato di approfondire il panorama fumettistico del forum. Spero anche di non andare contro l'opinione di nessuno scrivendo questi pensieri da semplice lettore. Nel caso invito chi lo volesse a replicare nel medesimo post, senza tuttavia lasciarsi andare ad escandescenze: perché il mondo dei fumetti sarebbe un mondo più triste se li si prendesse come motivo per accapigliarsi.

Recensione: Ghost In The Shell

Ghost In The Shell (altresì noto tramite l'acronimo GITS) nasce nel 1991 su Kodansha come Koukaku Kidoutai dal pennino di Masamune Shirow, prolifico autore di varie serie a fumetti a sfondo fantascientifico. Come anche Appleseed, una delle precedenti fatiche dell'autore, GITS porta con sé una forte impronta cervellotica e introspettiva. Consta di vari volumi: quello qui recensito, dal titolo omonimo alla serie, ammonta a 348 pagine.

Trama ed ambientazione

La prima immagine in assoluto del fumetto mostra un Neurochip realizzato nella città di Harima. Su una base di lattosio e polistirene, neurofibrille in silicio assumono la ben nota conformazione del neurone. In breve tempo la nuova tecnologia concede alla tecnologia delle intelligenze artificiali un balzo in avanti straordinario.
E' infatti raro, nel mondo in cui il fumetto si inserisce, che un normale cittadino degli stati tecnologicamente avanzati non sia in possesso di un cervello elettronico o di vari innesti cibernetici. Lo sviluppo del sistema informatico è totale, un hacker avanzato può fare di tutto e solo una forza di polizia altrettanto efficiente è in grado di contrastare eventi del genere.
Per questo motivo esistono più sezioni di polizia. Una di queste è per l'appunto la sezione 9, fondata da Daisuke Aramaki e agli ordini diretti del Primo Ministro. Scopo della fondazione: avere in mano una forza di specialisti in grado di colpire trasversalmente il governo e la malavita senza incombere nelle trafile burocratiche. Al suo comando, il maggiore Motoko Kusanagi e il suo vice Batou.

Il tratto e i dialoghi

Chi conosce i disegni di Shirow non può non riconoscerli a prima vista: il tratto di vecchia scuola, a linee grosse e marcate, un po' impietosi, spesso impietoso nel ridicolizzare con espressioni buffe personaggi dal lato comico, ma al tempo stesso molto ricco di dettagli, soprattutto negli sfondi (quando servono). Ma il marchio di fabbrica rimane il disegno dei personaggi femminili: sinuosi, con fisici da modelle, ma realistici e mai "maggiorati".
I dialoghi invece sono forse il maggiore scoglio contro cui chi volesse accingersi ad una lettura dovrebbe superare. Pur essendo del tutto lontano dai vaticini incomprensibili di AppleSeed, anche GITS soffre di una certa farraginosità di concetti, volutamente complessi; talvolta necessitano di una interpretazione ad hoc. Un consiglio da lettore. Non cercate di capire i dialoghi più complessi come se fossero importanti ai fini della storia. Sentitevi liberi di interpretarli come più volete, traendovene spunti per la riflessioni e calatevi nell'atmosfera che quei dialoghi creano. E' difficile oggigiorno trovare un manga che non ti dica cosa devi pensare: approfittatene.

Il ghost

In un mondo cybernetico, dove la barriera fra intelligenze artificiali e uomini è ormai ridotta al minimo, dove finisce l'uno e dove inizia l'altro? E soprattutto, cosa è vivo e cosa non lo è? E' questo il principale quesito che si intreccia nelle vicende dei protagonisti. La risposta è apparentemente contenuta nel termine "ghost", utilizzato nel manga per indicare, essenzialmente, l'anima delle persone, che sopravvive alla loro disumanizzazione sotto varie forme. La definizione precisa e limpida del ghost non è riportata ed è volutamente ambigua. Se da una parte vari indizi ci portano a credere al ghost come una sorta di segnale elettromagnetico permanente (da cui varie procedure di de-ghosting e copiatura del ghost), dall'altra la reverenza e la religiosità con cui viene trattato indica che per gli uomini ha un valore davvero sacrale, non inferiore quindi all'anima stessa.

Kusanagi e Batou

Sono i due protagonisti del fumetto. Motoko, il cui titolo di maggiore Aramaki sospetta essere solo un grado inventato, ha la peculiarità di essere completamente artificiale. Nessuna parte del suo corpo (con l'eccezione forse di parte del midollo spinale) è umano. La sua forza, la sua mira, ma soprattutto la sua esperienza di combattimento e di hacking sono fuori dal comune. Nonostante ciò, il suo carattere non potrebbe essere più umano. Offensiva, impudente, sempre pronta a mettere il broncio ma anche di buttarla sul ridere. Questo non le vieta di essere molto calma e sicura di sé quando la situazione lo richiede, al limite dell'insensibilità. E' quella che dei due sembra essere più interessata e in qualche modo afflitta del problema dell'esistenza del ghost. L'incontro col marionettista metterà in luce le sue convinzioni, e anche quelle dell'autore.
Batou, come detto, è il vice di Motoko. Anch'egli è completamente cyborg, ma a differenza del maggiore non pare farsene un problema.
La sua esperienza è di poco inferiore a quella del suo superiore, e, nonostante si intuisca un grande rispetto reciproco fra i due, si invischia spesso in scaramucce verbali con lei. La sua figura, oltre a servire da spalla comica di quando in quando, serve anche a fornire un diverso punto di vista, più essenziale e rilassato, sui problemi affrontati durante il manga, senza per questo perdere in credibilità.

La politica

GITS può anche essere letto in una chiave molto diversa da quella della ricerca dell'individualità prima esposta. E' anche la storia di soldati disillusi, uomini che agiscono in nome del bene pubblico senza smettere però di interrogarsi su cosa sia il bene, dal punto di vista di quelli che ogni giorno si sporcano le mani. Il manga non risparmia nessuna figura: diplomatici, assistenti sociali, alti ufficiali dell'esercito, imprenditori: tutti sono compartecipi di un gioco sporco e disonesto. Solo la purezza di un commando come la sezione 9, scevra dai vincoli della burocrazia e dei compromessi, può essere giudice di un sistema senza sbocco.

Il nuovo e l'antico

GITS si fa anche portavoce di una delle peculiarità del paese del sol levante: la difficoltà dell'antico al rapportarsi col nuovo. La società che viene mostrata nel manga mostra i risultati di un avanzamento tecnologico e scientifico che viaggiano più velocemente del resto di essa. Le problematiche del ghost e dell'identità trovano il loro doppio nel problema del commercio inflazionato dei robot, nei tentativi di duplicazione illegale dei ghost, nello sfruttamento di fasce deboli della popolazione per il progresso. Tematiche come già detto da sempre care al giappone ma che riflettono la loro luce inquietante anche sugli altri paesi industrializzati.

Riassumendo:

Pro:
-molti spunti di riflessione
-azione ma non troppa
-personaggi convincenti

Contro
-dialoghi spesso problematici
-è importante cercare di calarsi nelle tematiche piuttosto che attenersi ai fatti narrati

Voto: 8.5

Immagini:









"ONORE AGLI EROI DELLA GUERRA DI BADAB"


Ultima modifica di Yakumo-dono il Lun Mar 02, 2009 8:59 pm, modificato 4 volte
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Johnny 2000
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Età : 26
Località : Occhio del Terrore
Messaggi : 1421

MessaggioTitolo: Re: Recensione: Ghost In The Shell   Lun Mar 02, 2009 8:40 pm

Grazie Yakumo, è molto interessante e utile per qualcuno che volesse consigli per un manga a lui sconosciuto


"I'm worse at what i do best and for this gift i feel blessed" Kurt Cobain,Nirvana
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Recensione: Ghost In The Shell
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